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Congedo parentale per animali: ecco come funziona

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(foto pubblico dominio)

Era il mese di ottobre quando aveva fatto notizia la vicenda di una dipendente dell’Università La Sapienza di Roma che è riuscita ad ottenere due giorni di malattia retribuita. Così è stata vicina al suo cane dopo un intervento piuttosto delicato. La battaglia è stata sostenuta dalla Lav, che ha accolto con toni trionfalistici la decisione. Diverse le testate estere, dal ‘Daily Mail’ al ‘New York Times’, che hanno ripreso la notizia. Era la prima volta che si verificava in Italia.

Si trattava di un caso destinato a fare scuola: infatti, nel nostro Paese, la Giurisprudenza ritiene l’omissione di cure e di trattamento di un animale che ne ha bisogno, alla stregua di un maltrattamento. Reato che, come tutti sappiamo, è perseguibile penalmente ed è strettamente connesso anche all’altro reato di abbandono di animale (prima parte dell’articolo 727 del Codice penale).

Il settimanale ‘Vanity Fair’ traccia una mappa di quanto accade a proposito di congedo parentale negli altri Paesi. Ad esempio, negli Usa molte aziende hanno adottato il congedo parentale per gli amici a quattro zampe. Si tratta di una nuova prassi che prevede fino a due settimane di riposo per i dipendenti che hanno animali domestici. Ma più in generale, sono tante le aziende che offrono concessioni a chi è proprietario di animali. Un’interessante iniziativa a riguardo è stata lanciata dal birrificio scozzese BrewDog, che nella sua sede di Abeerdenshire ospita 50 cani. Questi sono considerati dei veri e propri “componenti del personale”. Lo stesso accade nella sede di Columbus, in Ohio.

E in Italia?

Nel nostro Paese, c’è il caso della sede di Vimercate della Nintendo. Qui è stato realizzato il ‘Pet Friday’, ovvero giornate in cui tutti i dipendenti possono portare i loro animali domestici in azienda. Un caso simile esiste anche nella sede di Mars Italia, ad Assago. Molto interessante, infine, quello che fa Purina, azienda che produce prodotti per animali. Al proprio interno, infatti, c’è un’area dedicata dove possono stare animali domestici mentre i loro dipendenti sono di turno.

Negli Usa, intanto, si sviluppa la Pawternity leave: gatti e cani, grazie a una serie di provvedimenti, sono di fatto sempre più presenti e considerati membri della famiglia. E in questo contesto è importante anche il ruolo delle multinazionali: per dirne una, Google e Amazon sono tra le realtà lavorative che permettono l’ingresso in ufficio di cani e gatti. Quello che manca, in ogni caso, sono norme organiche in materia. Le varie iniziative sul congedo parentale per animali, in sostanza, vengono lasciate di fatto alla libera disponibilità delle aziende.

GM