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Consiglio di Stato sospende sperimentazione su sei macachi a Torino: “Sono salvi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:26
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Consiglio di Stato sospende in modo provvisorio la sperimentazione in corso su sei macachi a Torino

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@Lav

Una vittoria per la Lav che da oltre 40 anni si batte contro la vivisezione e che nel corso dell’ultimo anno ha cercato di vietare la sperimentazione su sei macachi, un progetto delle Università di Torino e Parma sui deficit visivi umani.

La Lav ha promosso diverse manifestazioni e una campagna dal titolo #civediamoliberi, sostenuta da più di 425.300 firme su Change.org, per chiedere al governo di sospendere il progetto, arrivando a presentare un ricorso con il quale la Lav dimostrava che l’esperimento sui macachi violava la Legge di Tutela del Benessere degli animali.

Il ricorso venne respinto dal Tar ma poi ribaltato dal Consiglio di Stato che ha dato ragione alla LAV ordinando la sospensione del famoso esperimento sui macachi dell’Università di Torino presso l’Università di Parma.

“Condividiamo questo risultato fondamentale con le migliaia di persone che hanno già firmato la petizione LAV #civediamoliberi e pacificamente manifestato con noi in questi mesi a Torino, Parma e Roma: questa vittoria legale, in una battaglia così lunga, è particolarmente importante per fermare subito il progetto di ricerca, prima che inizino le procedure purtroppo più invasive per gli animali”, afferma Gianluca Felicetti presidente LAV.

“Una grande vittoria che ci da speranze che rafforza le nostre richieste di revocare la sperimentazione e di liberare gli animali” ha commentato Michela Kuan, responsabile nazionale vivisezione della Lav.

Metodi alternativi alla sperimentazione sui macachi

“E’ l’Ente che sperimenta a dover provare che non esistono alternative a una sperimentazione invasiva sugli animali e foriera di sofferenze che la normativa europea e nazionale sul benessere animale, anche nelle sedi di sperimentazione, prescrive di evitare o ridurre entro rigorosi parametri fisiologici”, scrive il Consiglio di Stato nell’ordinanza 230 adottata dal Consiglio di Stato che ha condannato il Ministero e le Università a rifondere 3000 euro di spese legali all’Associazione.

“Il consiglio di stato ha dato ragione alla Lav. Si tratta di un fatto. E’ stato riconosciuto che la sperimentazione non può non essere portata avanti senza un controllo. Ovvero il controllato non può essere il controllore. La legge sulla tutela del benessere degli animali è un decreto e deve essere anche lo scopo di chi l’utilizza. Ovvero, i ricercatori di conseguenza si devono impegnare nella ricerca alternativa e per lo sviluppo di metodi alternativi. Questo è stato riconosciuto”, prosegue la Kuan, ribadendo che i requisti per avviare il progetto a Torino non erano stati rispettati.

–> Esperimenti sui macachi all’università di Torino: dura polemica della Lav

In un comunicato stampa, la Lav spiega che “la Direzione Generale del Ministero della Salute secondo il Grado Supremo della Giustizia Amministrativa non ha provato, infatti, l’impossibilità di trovare alternative a una sperimentazione considerata invasiva sugli animali. È chi sperimenta su animali, infatti, secondo i giudici che deve provare che non esistono alternative, così come lo deve fare il Ministero della Salute che poi autorizza secondo Legge la procedura sperimentale”.

“Non è servita, quindi, la visita all’Università di Parma effettuata scandalosamente dal Ministero alle porte dell’udienza di ieri e depositata, peraltro fuori i termini previsti dalla Legge, che attestava che tutto andava bene anche se poi nulla era stato menzionato in merito ai parametri tecnici di stabulazione come luce, rumorosità, capacità di esercizio fisico, foraggiamento, attività di manipolazione e cognitive adeguate alla specie”.

Con la posizione del Consiglio di Stato, ricorda la Lav “si ristabilisce l’importanza dell’interesse alla protezione degli animali, degni di tutela”.

Macachi salvi da interventi invasivi

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Sperimentazione sui macachi

“Siamo riusciti a salvare i macachi da esperimenti invasivi. Interventi chirurgici, quali suture ed espianti che sono irreversibili e provocano un trauma violento sugli animali”. Dichiara la Kuan, spiegando che a settembre, i ricercatori avevano avviato una prima fase dell’esperimento chiamata “addestramento”.

“Una fase traumatica per l’animale che viene preparato all’esperimento. Gli animali vengono detenuti in gabbie piccole, con luce artificiale per poi essere sottoposti ad addestramenti coercitivi, legati a delle sedie per ore costretti a visualizzare immagini e a eseguire dei compiti. Si tratta di una fase di una violenza incredibile per gli animali”.

Il destino dei macachi di Torino

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manifestazione Lav a Torino contro la sperimentazione sui macachi Foto Instagram

Nel mese di aprile si terrà l’udienza di merito nella quale il giudice si pronuncia sulla fondatezza del ricorso, nell’accoglimento o di rigetto.

Nel frattempo la Lav prosegue la sua battaglia e ribadisce le proprie richieste al Ministro della Salute Roberto Speranza di revocare l’autorizzazione a questo esperimento.

“Evidentemente- sottolinea Lav nel comunicato- i funzionari della sua Direzione Generale hanno fornito senza le dovute motivazioni, come affermato dal Consiglio di Stato, e chiede di portare in salvo i macachi che sono stati catturati in natura, trasportati dalla Cina e ingabbiati per un test peraltro già effettuato altre volte in altri Paesi, senza alcun risultato utile per i malati”.

C.D.

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