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Coppia separazione, giudice stabilisce affido condiviso per il cane

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Sentenza storica del Tribunale di Sciacca: primo affidamento condiviso animali d’affezione

Quando una coppia si separa è sempre una rivoluzione esistenziale ma anche pratica e quotidiana soprattutto quando si tratta di gestire i figli. Molte situazioni di contrasto tra gli adulti non consentono di trovare un accordo e pertanto subentra la sentenza di un giudice. Non solo per l’affidamento dei figli ma anche per gli animali.

E’ l’ultima tendenza che sta prendendo piede nella società occidentale dove l’animale d’affezione è considerato un membro della famiglia. Infatti, aumentano il numero delle sentenze che riguardano l’affidamento degli animali in caso di separazione di una coppia.

Recentemente, il presidente del tribunale di Sciacca nell’ambito di un procedimento per separazione giudiziale tra due coniugi ha stabilito nell’ordinanza non consensuale, l’affidamento condiviso degli animali domestici della coppia.

Nella sentenza, primo caso in Italia, è stato sottolineato che “il sentimento per gli animali è un valore”.

Pertanto, il gatto della coppia è stato affidato al marito, mentre il cane sarà in affidamento a settimane alterne tra gli ex coniugi. Il giudice ha anche stabilito la partecipazione reciproca alle spese per la gestione degli animali.

“Rilevato che in mancanza di accordi condivisi e sul presupposto che il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela, anche in relazione al benessere dell’animale stesso assegna il gatto al resistente che dalla sommaria istruttoria appare assicurare il migliore sviluppo possibile dell’identità dell’animale, e il cane, indipendentemente dall’eventuale intestazione risultante nel microchip, a entrambe le parti, a settimane alterne, con spese veterinarie e straordinarie al 50 per cento”.

La sentenza ha lasciato non poche perplessità. Come riporta Tg24, l’avvocato Giovanni Bruno, legale di uno dei coniugi ha evidenziato che si tratta di “una materia su cui al momento c’è un vuoto normativo”. In precedenza vi sono stati casi di affidamento di animali d’affezione ma solo in procedimenti consensuali.

Anna Maria Friscia, presidente dell’Associazione Nazionale Tutela Animali di Sciacca ha espresso diversi dubbi sulla sentenza, ricordando che il cane “il cane identifica un padrone e a lui, o lei, si abitua. Costringerlo a rimbalzare da una casa all’altra una settimana sì e una no forse servirà ai due coniugi e alla loro necessità di affetto, ma sicuramente lo disorienterà, danneggiandolo. Ho la sensazione che in questa contesa non ci siano ragioni di affetto per il cane, ma solo la voglia di ciascuno dei due coniugi di toglierlo all’altro”.

C.D.

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