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Olimpiadi, guerra alla Corea del Sud: “Stop al consumo di carne di cane”

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(Gael Chardon/CC-BY-SA-2.0)

L’interesse per le Olimpiadi invernali di PyeongChang 2018 è “molto basso” a causa delle tensioni globali che coinvolgono la Corea del Nord, il famigerato vicino di casa della Corea del Sud. Inoltre ci sono centinaia di migliaia di altre persone che sono pronte a boicottare del tutto i Giochi invernali. Questo perché, come ben pubblicizzato prima delle Olimpiadi estive di Seul del 1988 e della Coppa del Mondo FIFA del 2002, la Corea del Sud consente il consumo di carne di cane e di gatto. Si tratta di alimenti purtroppo di largo consumo nel Paese, ma illegali altrove.

La questione è annosa: nei mesi scorsi è stato realizzato un video choc, emerso da un’indagine negli allevamenti in Corea del Sud. Qui da diverso tempo si è concentrata l’attenzione delle organizzazioni animaliste, tra le quali quella della Humane Society International (Hsi). Questi ultimi hanno avviato diverse campagne per riscattare i cani, che vengono poi portati nei paesi Europei o negli Stati Uniti.

A fine 2016, l’amministrazione locale della città di Seongnam aveva reso noto che il più noto mercato locale, il Moran Market, aveva introdotto il divieto di commercializzazione della carne di cane sui banchi del mercato. Si era poi scoperto che in realtà il mercato è stato chiuso per essere ristrutturato e creare delle aree, nascoste agli occhi del pubblico, dove macellare i cani.

Il gesto del presidente

Nelle scorse settimane, era arrivato il gesto distensivo del neo capo dello Stato sudcoreano, Moon Jae-in. Questi, infatti, ha scelto di adottare Tory, un cagnolino rinchiuso in un rifugio, che diventa così il primo “first dog” della storia del Paese. E’ stata la pagina della residenza ufficiale di Moon Jae-in a Seul, la Cheong Wa Dae, nota anche come Blue House, ad annunciare l’arrivo di Tory. Il cane, che ha quattro anni, in realtà troverà la compagnia di altri due animali domestici, il cane Maru e il gatto Jjing-jjing. Tory è un cane fortunato: due anni fa, rischiava la macellazione e venne salvato dal gruppo animalista Coexistence of Animal Rights on Earth (CARE).

La nuova politica in vista delle Olimpiadi

Ora, la Corea del Sud ha imposto restrizioni su alcuni mercati della carne di cane, proprio in vista dei giochi olimpici. I cambiamenti “vengono dopo i reclami dei residenti sul rumore e l’odore, ma le autorità sono anche desiderose di evitare qualsiasi controversia internazionale”. In ogni caso, alcuni mercati rimarranno aperti, anche se senza “esibizione di cani vivi”. Ma non tutti sono ancora soddisfatti. Mangiare gatto e cane è stato di uso comune in Corea del Sud fin dal 1300. Di recente però una petizione su Change.org che chiede di porre fine a questa pratica è stata firmata da 200mila persone. Queste chiedono al Comitato Olimpico Internazionale di intervenire direttamente sulla questione. Un’altra petizione, rivolta al presidente sudcoreano, ha raccolto un milione di firme.

 

GM