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Coronavirus: come le pandemie sono collegate alla perdita di biodiversità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:38
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Coronavirus: il WWF ci spiega come le pandemie degli ultimi anni sono collegate alla perdita di biodiversità provocata dall’uomo.

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Coronavirus: come le pandemie sono collegate alla perdita di biodiversità (Foto Pixnio)

Negli ultimi anni si sono diffuse diverse epidemie come l’Ebola, la Sars, la Mers, l’influenza aviaria o suina, tutte di origine animale ma che noi umani abbiamo favorito con il nostro comportamento.

Quando i virus passano a specie non ricettive si indeboliscono, finendo per estinguersi. Le foreste favorivano questo “effetto diluizione”  grazie alla presenza di un’importante biodiversità al loro interno. Il disboscamento per creare pascoli, per ampliare città o per usare gli alberi per sfruttarne il legame ha causato l’estinzione di diverse specie animali e quindi i virus difficilmente ora attaccano una specie non ricettiva. 

Coronavirus: come le pandemie degli ultimi anni sono collegate alla perdita di biodiversità

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Come la trasmissione dal pipistrello all’uomo del coronavirus Covid 19 è stata possibile (Foto Pixabay)

L’essere umano non si è limitato a distruggere la biodiversità presente nelle foreste. Secondo il rapporto del comitato Ipbes 2019 per conto dell’Onu “circa il 66% dell’ambiente marino e il 75% dell’ambiente terrestre” ha subito pesanti trasformazioni causando “il rischio di estinzione di circa 1 milione di specie vegetali e animali“. Del resto l’anno precedente il Living Planet Report del Wwf aveva riportato la “perdita del 60% delle popolazioni di invertebrati negli ultimi 40 anni“.

L’uomo ha causato questi danni al Pianeta in modo diretto (ad esempio con metodi di pesca aggressiva) e indiretto. Le attività industriali, le emissioni dei mezzi di trasporto e l’aumento esponenziale del consumo di carne (ben il 15% delle emissioni è dovuto al bestiame, secondo la NASA) hanno portato all’aumento dei cosiddetti gas serra, raddoppiati dal 1980 ad oggi, che hanno contribuito all’aumento della temperatura sul nostro Pianeta che ha alterato numerosi habitat.

Sempre l’essere umano ha adottato una pratica pericolosa, quella di vendere animali selvatici nei mercati, a scopo alimentare ma anche per le loro pellicce  o per parti del corpo ritenute curative nella medicina orientale. Questo contatto tra specie diverse non avviene solo per via aerea: se c’è una macellazione animale fatta al momento, per mancanza di celle frigorifere, il contagio avviene anche tramite il sangue.

Non è ancora del tutto chiaro se il virus Covid 19 sia passato direttamente dal pipistrello all’uomo o se come tramite ci sia stato il pangolino, un animale che è molto usato nella medicina orientale per le sue scaglie ritenute afrodisiache. In entrambi i casi questi mercati hanno potuto favorire facilmente questo contagio e infatti la Cina, il primo Paese colpito dal coronavirus Covid 19, ha ora vietato questo tipo di mercati. 

L‘uomo ha distrutto un equilibrio naturale, tramite la deforestazione, con le sue abitudini alimentari e non solo, che lo proteggeva da numerosi virus.

Fonti:  

  • Wwf, “Pandemie, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi”
  • Corriere della sera “Coronavirus e altre epidemie: perché sono legate ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità”

Teresa Franco

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