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Costruisce un ristorante per scoiattoli e uccellini nel giardino di casa

Costruisce un ristorante per scoiattoli 

ristorante scoiattolo
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Amare gli animali non significa per forza ospitarne uno in casa. C’è chi ama osservarli in natura e occuparsi discretamente di loro, provvedendo alle loro necessità. James Vreeland, un uomo che vive a Detroit, è un grande amante degli animali che ha sempre pensato a lasciare del cibo per gli uccellini e per gli scoiattoli che vivono nel suo giardino.

Recentemente, Vreeland ha avuto la simpatica idea di creare un ristorante a misura di scoiattolo.

L’uomo ha così creato un’area accogliente recintata con tutti gli accessori e il mobilio di un ristorante vero e proprio. Tavolini da picnic per l’esterno, recipienti per il cibo e addirittura una mini scultura in onore dello scoiattolo come decoro, senza dimenticare un cartello con il menu offerto.

L’area è stata chiamata “La casa della noce”. Ogni giorno, vengono offerte granaglie, arachidi, croste di pane e dessert di mele.

Poco dopo l’inaugurazione del locale, i primi clienti si sono avvicinati e hanno goduto delle tavole imbastite.

“Gli scoiattoli e la ghiandaia azzurra americana hanno apprezzato il ristorante”, ha dichiarato Vreeland.

A dire il vero, non solo gli animali hanno profittato del piccolo locale. Secondo le indiscrezioni, i vicini e passanti si dilettano a guardare il via vai dei clienti del ristorante.

“Molte persone si fermano a osservarli e per scattare delle fotografie”.

Osservazione della natura

L’attenzione rivolta agli animali la si può cogliere nei piccoli gesti che partono da un concetto fondamentale: il rispetto. Prima della pandemia che ha messo in crisi il sistema globale, il problema della convivenza con specie selvatiche era all’ordine del giorno: l’invasione dei cinghiali, gli orsi a ridosso delle periferie fino al fastidio degli stormi e dei piccioni nelle città.

Una società che non solo ha invaso l’habitat di numerose specie animali ma si è addirittura spinta fin dentro i loro spazi, pretendendo chissà quale comportamento. Vediamo ad esempio il cacciatore di funghi che ha aizzato un’orsa che si è difesa e lo ha aggredito per difendere i suoi cuccioli. Bè, la risposta è stata di dare la caccia all’orsa.

La pandemia ha portato a un periodo di profonda riflessione su diverse tematiche attuali: smart working, riduzione dell’inquinamento e il ritorno degli animali nelle città. Giorni nei quali abbiamo potuto accertare gli effetti di un ciclo vitale strettamente collegato e la possibilità di cambiare le cose nell’arco di poche settimane. Una vera e propria rivelazione: pochi giorni dopo il lockdown si sono registrati cali significativi dell’inquinamento atmosferico e in poche settimane gli animali selvatici hanno ripreso possesso degli spazi urbani in pieno stile “Legend”.

No. Non è un film di fantascienza apocalittico o post nucleare. La realtà che si è delineata è la vita reale, che prosegue il suo ciclo, nonostante la crisi dei mercati, le notizie allarmiste, gli attacchi di panico e il clima di paura instaurato.

L’esperienza vissuta si riflette in questo tenero progetto realizzato da un cittadino come tanti. Nonostante l’andirivieni dei cittadini che percorrono i marciapiedi freneticamente per raggiungere chissà quale meta, poco più in là, in un angolo di prato, la vita in tutte le sue forme si anima e regala il sorriso. Il contatto e l’osservazione aiutano sicuramente le persone a tornare in una dimensione a misura umana.

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C.D.