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Cuccioli sotto l’albero di Natale: l’immagine shock spiega cosa comporta

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Rspca

A ridosso del periodo natalizio non si moltiplicano gli appelli mirati a sensibilizzare i cittadini sull’acquisto dei cuccioli da mettere sotto l’albero. Secondo i dati raccolti dall’Associazione italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) quest’anno si registrerebbero già 17mila prenotazioni di cuccioli  di razze di vario tipo. Purtroppo, si tratta di una consuetudine alla quale in molti non rinunciano e anziché adottare optano per la razza dei sogni. Tuttavia, quello che viene denunciato e spesso dimenticato è l’amara realtà che si cela dietro agli allevamenti, a partire da quelli illegali nei quali la vita di un cucciolo non ha valore se non quello economico e commerciale.

La società di protezione di animali britannica, Rspca ha diffuso un’immagine sconfortante che racchiude quanto denunciato dalle associazioni, riguardo al traffico degli animali in vista del Natale.

Sei cuccioli, gettati dentro una borsa, rivenuti ad Amersham nel Buckinghamshire: “I cuccioli erano avvolti da delle magliette di due bambini e un asciugamano, messi dentro una borsa che era stata semplicemente buttata sul ciglio della strada”, ha spiegato Jaime Godfrey, ispettore della RSPCA, sottolineando che al momento non è dato sapere come siano morti e che sono difficilmente identificabili in quanto privi di microchip.

Tuttavia, ha poi aggiunto Godfrey, per il fatto che si trattava di cuccioli di diverse razze, porta a pensare ad un allevamento illegale: “C’erano tre tipi di Labrador, un Chihuahua, un terrier Jack Russell e un altro tipo di terrier. Questo mix di razze porta a pensare che si tratti di un commercio avviato in vista del natale”.

Il commercio dei cuccioli

“Questa è l’immagine che le persone devono avere ben a mente quando stanno pensando di acquistare un cucciolo da mettere sotto l’albero.Purtroppo questo a volte può essere la realtà. E, tragicamente, è qualcosa che vediamo troppo spesso”, ha poi ricordato l’ispettore, concludendo che “è assolutamente straziante il fatto che questi poveri cuccioli non abbiano mai avuto la possibilità di trovare una casa amorevole, che non abbiano potuto giocare con i bambini durante le vacanze scolastiche o rannicchiarsi di fronte al cammino il giorno di Natale”.

Una triste verità che colpisce sempre creature innocenti alla quale si aggiunge il traffico internazionale come quello dei cuccioli allevati nei Paesi dell’Est, come in Bulgaria. Un commercio redditizio stimato ad oltre 1,3 trilioni di euro l’anno. Le associazioni chiedono da molti anni e in modo più pressante negli ultimi mesi, che sia stabilito un regolamento europeo e un’anagrafe comune mirata a salvaguardare questi animali.

Salvaguardare il valore della vita, comincia dalle proprie scelte e azioni individuali.

C.D.