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Decide di suicidarsi, poi dietro ad un cespuglio spunta un gatto che gli cambia la vita

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La sua storia è diventata il soggetto di un cortometraggio, uno spot promosso dall’associazoone Mutual Rescue, con il quale viene in parte donato un messaggio di speranza su come gli animali possano aiutare le persone a superare momenti difficili.

E’ la storia di Josh Marino un ex soldato che tornando dalla guerra in Iraq ha sofferto del disturbo post-traumatico di stress: “Molti di non non si rendono conto che stiamo portando con noi la guerra”, ricorda Marino nella sua testimonianza.

L’ex soldato era arrivato al baratro. Un malessere che lo stava portando al suicidio. Tanto che, dopo aver scritto un messaggio nel quale spiegava il suo gesto estremo, Josh era andato sul portico di casa per dedicarsi un’ultima sigaretta. A quel punto, l’uomo ha visto una piccola creatura spuntare da dietro un cespuglio: si trattava di un gattino bianco e nero che ha iniziato a strofinarsi su di lui.

Di fronte a quella piccola creatura, il soldato è crollato e si è lasciato andare ad un pianto liberatorio nel quale ha sfogato tutto il suo dolore.

Per Marino quell’incontro è stato il motore per cambiare la propria vita. Il veterano ha aperto il suo cuore, lasciando entrare nella sua vita quel gatto che ha chiamato Scout e che lo ha aiutato a smettere di pensare ai propri dolori: “Ho iniziato a pensare a tutte le sue difficoltà e come avrei potuto aiutarlo”.

L’amicizia tra Marino e Scout è stata immediata e tra il soldato e il gatto bianco e nero si è subito creato un legame molto forte.

In alcune culture gli  animali assumono il ruolo di esseri totemici dai quali trarre la forza, la visione e il coraggio; le qualità necessarie per intraprendere un percorso interiore e spirituale con il quale conoscere meglio la propria anima, collegata al tutto dell’esistenza. Un insegnamento che diviene anche un rituale di crescita. In questo ambito, gli animali sono stati anche considerati come portatori di messaggi.

Forse grazie a questo piccolo messaggero di speranza che Marino non solo ha ritrovato un po’ di luce ma grazie alla sua storia può anche testimoniare del ruolo terapeutico di un animale. Più che di terapia, sarebbe giusto parlare di relazione, interazione che agisce su altri canali che l’uomo ha dimenticato.

C.D.