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Decreto Io resto a casa: tutte le disposizioni per chi ha o si occupa di animali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:28
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Tutte le disposizioni utili a chi ha degli animali e/o si occupa di loro presenti nel decreto del premier Conte Io resto a casa.

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Decreto Io resto a casa: tutte le indicazioni per chi ha o si occupa di animali (Foto dal web)

Il decreto Conte Io resto a casa, nato per limitare i rischi di contagio dal coronavirus conosciuto come Covid 19, limita le attività dei proprietari di animali, pur continuando a tutelare le necessità primarie di questi ultimi.

Decreto Conte Io resto a casa: le disposizioni per chi ha o si occupa di animali

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Decreto Conte: le disposizioni collegate agli animali (Foto dal web)

SALUTE

Sono stati rimandati i vaccini e gli interventi chirurgici non urgenti, mentre è sempre possibile portare l’animale in caso di pericolo per la sua vita da un veterinario. Se l’animale invece ha solo sintomi non gravi è preferibile consultare il veterinario on-line, tramite chiamata o videochiamata.

ALIMENTAZIONE

I proprietari di animali possono e devono ancora provvedere al loro nutrimento e per questo motivo sono rimasti aperti tutti gli esercizi che vendono cibo per animali, anche se i proprietari devono recarsi in quello più vicino, soltanto uno per nucleo familiare e una sola volta alla settimana. Anche chi gestisce strutture come canili, gattili e rifugi deve attenersi a queste regole per l’acquisto del cibo (in questo caso può andare a fare la spesa solo una persona per struttura).

Gli esercizi commerciali che vendono cibo per animali restano aperti secondo gli orari consentiti dal proprio Comune di appartenenza e continuano ad essere regolarmente riforniti, dato che nel decreto la circolazione di beni essenziali è garantita.

GATTILI, CANILI, RIFUGI E COLONIE FELINE

Il personale nelle strutture deve essere lo stretto indispensabile per svolgere le attività inderogabili che sono dar da mangiare agli animali, una volta al giorno, mantenere puliti i loro ambienti e somministrare loro eventuali farmaci o altre cure. Dove possibile solo una persona, quella che vive più vicino per limitare gli spostamenti, deve occuparsi della struttura, indossando i dispositivi di protezione individuale come i guanti.

Dove più persone siano necessarie per occuparsi della struttura, devono mantenere la distanza di almeno un metro e indossare i dispositivi di protezione individuale. Gli stessi principi valgono per le colonie feline.

In tutti i casi sopra descritti in cui è necessario uscire di casa per occuparsi degli animali occorre il modulo di autocertificazione.

OCCUPARSI DEL PROPRIO CAVALLO

Chi ha un cavallo è sottoposto a delle disposizioni particolari, a seconda che egli sia iscritto o meno alla FISE e che l’animale sia in una struttura o in un’area privata, come spiegato nell’articolo dedicato Decreto Conte Io resto a casa: cosa prevede per chi ha un cavallo.

PORTARE A SPASSO IL CANE

Il decreto consente di portare, preferibilmente sotto casa e non più che a 200 metri di distanza da questa, il cane a fare i propri bisogni. L’uscita non deve prolungarsi più del necessario ed è vietato creare assembramenti.

RICEVERE AIUTO PER OCCUPARSI DEGLI ANIMALI

Persone risultate positive al coronavirus, che quindi non possono uscire di casa, anziani e altre persone che non possono prendersi cura dei propri animali domestici e non hanno qualcuno all’interno dello stesso nucleo familiare che li possa sostituire possono chiedere aiuto alle associazioni ENPA, AIDAA o alla Protezione Civile, alle quali il decreto consente, rispettando le norme di sicurezza, di intervenire.

I volontari stabiliranno caso per caso per caso se affidare temporaneamente gli animali a una struttura che se ne occupi o se portare a domicilio il cibo e accompagnarli dal veterinario qualora fosse necessario. Maggiori informazioni sono disponibili negli articoli Cane offre aiuto agli anziani in una casa di riposo in un modo inaspettatoChi si occupa degli animali se mi ammalo di Coronavirus? L’iniziativa.

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Teresa Franco