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Un nuovo decreto italiano cambia la sorte dei cani militari in pensione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:05
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Un nuovo decreto italiano cambia la sorte dei cani militari in pensione: a dare l’annuncio è il sottosegretario alla Difesa.

cani militari in pensione
Un nuovo decreto italiano cambia la sorte dei cani militari in pensione (Foto Pixabay)

Angelo Tofalo, sottosegretario italiano alla Difesa, ha comunicato un’importante decisione su i cani militari che concludono la loro attività lavorativa di “sensore di esplosivi”. Questi cani potranno essere presi in carico dai loro conduttori, ai quali sarà fornita anche assistenza sanitaria fino a 1200 euro l’anno.

Un nuovo decreto italiano cambia la sorte dei cani militari in pensione: perché è così importante

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Il nuovo decreto cambia la sorte dei cani militari in pensione (Foto Pixabay)

La decisione del Ministero della Difesa è logica ed etica allo stesso tempo. Il legame tra conduttore e cane, fatto di fiducia e sostegno, si alimenta giorno per giorno ed è fondamentale per affrontare i rischi e i sacrifici della vita militare. I conduttori sono gli umani che questi cani conoscono meglio e con i quali hanno passato più tempo quindi che già vedono come una figura familiare.

È noto inoltre che tra cane e conduttore si installi un legame di affetto, come si denota ad esempio da questa storia Cane poliziotto ha un tumore terminale: il suo patner lotta per salvargli la vita, quindi sarebbe traumatico per entrambi una separazione in favore di un’assegnazione a terzi.

Il cane viene riformato quando per motivi di età o di salute non può più svolgere il lavoro militare secondo le procedure. Angelo Tofalo ha spiegato che il decreto legislativo 173, che garantisce al conduttore “in via prioritaria la cessione a titolo gratuito del cane”, è la giusta tutela per l’animale, totalmente meritevole di un riconoscimento per il lavoro svolto. Il Ministero punta comunque anche alla sensibilizzazione dei cittadini in tema di adozione ad ex cani militari attraverso la partenza di campagne pubblicitarie.

Fonte Ansa

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Teresa Franco