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Dice agli insegnanti che il padre ha rubato un cane: la polizia irrompe in casa

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A volte i bambini hanno un tantino d’immaginazione e può capitare che, per fare colpo sui loro compagni di scuola, arrivino a dire qualche piccola bugia. In questo caso però è scattata una bella segnalazione da parte del personale scolastico: dopo aver appreso di una storia, detta da un bambino di appena sei anni ad un amico di scuola,, anziché verificare con i genitori la veridicità dei fatti, si è rivolto direttamente alla polizia.

E’ così che un uomo di 32 anni, Jamie French si è visto sbarcare in casa le forze dell’ordine accusato di un furto di cane. Secondo quanto riportato dalle testate britanniche, il figlio di Jamie aveva raccontato ad un compagno di banco che il padre aveva rubato il loro cane, Barney, un King Charles Spaniel di 18 mesi, ai vicini di casa.

In realtà, la polizia ha constato che il microchip del cane era intestato a French che ha subito un controllo e una perquisizione in casa da parte delle forze dell’ordine che hanno dovuto accertare se non vi fossero dei cani rubati nell’abitazione.

Tutto è partito da una segnalazione del direttore della scuola primaria di Woodlands, a Great Yarmouth, nel Norfolk, in Gran Bretagna. Il padre che ha subito la perquisizione in casa è rimasto indignato del comportamento dell’istituto scolastico. In un’intervista ai media ha spiegato che il personale doveva prima verificare con i genitori la veridicità di quanto sostenuto dal bambino.

Dopo gli accertamenti, la direzione della scuola primaria non si sarebbe neanche scusata con la famiglia. “Abbiamo anche scritto una lettera di reclamo e loro hanno risposto che mi sono comportato in modo aggressivo con loro”.

Il personale docente ha poi sottolineato in una nota di agire per tutelare il benessere dei bambini e che quando un bambino riferisce di un reato, è dovere da parte dell’istituto di verificare e accertare i fatti, arrivando a chiedere consiglio anche con la polizia: “Pur comprendendo le frustrazioni dei genitori, siamo soddisfatti di come abbiamo agito per i nostri alunni e per la comunità locale”.