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Disabile in vacanza alle Maldive salva tartarughe intrappolate nelle reti

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ecoturismo
Tartarughe intrappolate

Un giovane ragazzo italiano, disabile, Simone di Mario, in vacanza con la madre Antonella alle Maldive, diventa protagonista di uno straordinario salvataggio
In vacanza con la madre, sull’isola di Dhidhdhoo, nell’aricipelago delle Maldive, nell’Oceano Indiano, Simone, un ragazzo di 19 anni affetto da disabilità era in gita con altri ragazzi della North Maldives, una associazione che promuove l’ecoturismo alle Maldive.

Al ritorno dall’escursione, il ragazzo si accorge di un groviglio di reti e di plastica galleggianti nell’acqua. Simone decide di avvertire il personale dell’associazione che accostano immediatamente per delle verifiche.

Intrappolate nel groviglio di reti, vi erano ben quattro grandi tartarughe marine della specie lepidochelys olivacea che non riuscivano più a liberarsi, ormai allo stremo.

Plastica inquinamento dei mari

Purtroppo, il problema dell’inquinamento dei mari e della plastica che uccide centinaia di migliaia di specie ogni anno, è un tema più che mai all’ordine del giorno. Numerose organizzazioni hanno promosso campagne di sensibilizzazione per portare alla luce questa strage silenziosa. I governi stanno adottando leggi e normative per limitare la diffusione della plastica.

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A marzo del 2019, la Plenaria del Parlamento Europeo ha approvato definitivamente il divieto nell’Ue di utilizzare gli oggetti in plastica monouso come i piatti, le posate, le cannucce, i bastoncini per palloncini e i cotton fioc, altamente inquinanti, a partire dal 2021.

La direttiva anche fissato un obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029 e stabilisce che entro il 2025 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere composto da materiali riciclati, quota che salirà al 30% entro il 2030.

Secondo i dati della Commissione Europea, l’80% dei rifiuti che inquinano e sporcano i mari derivano dalla plastica e i prodotti “monouso” che saranno vietati dalla direttiva costituiscono il 70% circa di tutti i rifiuti marini.

Turismo ecosostenibile

Ed è così, che i volontari dell’associazione Ali Shameeme e Rasheed Moosa, assieme ai ragazzi, con il coltelli sono riusciti a liberare le tartarughe dalle reti.

Gli esemplari sono riusciti a riprendere il mare, grazie alla collaborazione di tutta la piccola squadra e allo straordinario intuito di Simone.

Una bella avventura che sicuramente deve servire come modello, a differenza di tutti coloro che durante una vacanza preferiscono scattare dei selfie con gli animali selvatici, mettendo a rischio la vita di queste creature.

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C.D.

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