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Arriva il divieto cattura di elefanti da destinare agli Zoo o ai circhi

Giro di vite per la tutela degli elefanti africani

commercio elefanti
Elefanti africani

Si è svolta una conferenza sul tema delle Commercio delle specie minacciate nell’ambito della quale 87 paesi hanno votato a favore del divieto della cattura di elefanti da destinare agli Zoo o ai Circhi, mentre 29 paesi si sono espressi contrari tra i quali Zimbawe che è il paese con il maggior commercio della specie e Stati Uniti.

La Convention on International Trade in Endangered Species (Cites) ha ricordato il censimento effettuato nel 2016, secondo il quale sarebbero rimasti in natura solo 400mila elefanti africani, sostenendo che negli ultimi sette anni, sono scomparsi un terzo degli esemplari.

In base al nuovo accordo che è stato approvato, gli elefanti potranno essere catturati in natura e collocati in strutture in cattività in altre parti del mondo solo in circostanze particolari.

Prima dell’accordo, paesi come lo Zimbabwe e il Botswana che vantano il maggior numero di elefanti rispetto agli altri paesi africani, potevano commerciare gli elefanti.

La stessa organizzazione animalista Humane Society International  (HSI), come riporta il quotidiano The Guardian, aveva denunciato che nel 2012, erano stati catturati ben 100 cuccioli di elefanti da destinare agli zoo cinesi.

A questo fenomeno si aggiunge il dramma del bracconaggio per cui nel 2016, era stato stimato che ogni anno, circa 30/40mila elefanti vengono uccisi ogni anno per il commercio dell’avorio.

La stessa Cites aveva pertanto sollecitato maggiori tutele per la specie, rendendo più difficile il commercio d’avorio, tratto dalle zanne di elefanti.

“Questa è una decisione importante di Cites per gli elefanti africani”, ha dichiarato Audrey Delsink, direttore della fauna selvatica africana dell’HSI.

Il divieto riguarda al momento solo gli eleganti africani, in quanto gli elefanti asiatici hanno già maggiori tutele riguardo al commercio internazionale.

L’Ue inizialmente si sarebbe unita alla posizione degli Stati Uniti. La posizione espressa da parte dell’Unione Europa a sfavore del divieto ha incontrato le critiche di importanti rappresentanti come Jane Goodall, Pamela Anderson e Brigitte Bardot che hanno inviato una lettera al capo della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, chiedendo che l’UE appoggiasse il divieto.

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In tal sesso, la stessa UE ha approvato il testo modificandolo, utilizzando una scappatoia ovvero che gli elefanti devono permanere “nell’area naturale e storica in Africa, tranne in circostanze eccezionali in cui … si ritiene che un trasferimento in luoghi ex situ fornirà dimostrabile in -situ benefici di conservazione per gli elefanti africani”.

Decisioni che dovranno essere valutate dal comitato di Cites. E’ stato ribadito inoltre che le specie di elefanti dell’Africa occidentale, centrale e orientale non possono essere commerciati in nessun caso. Mentre è possibile in parte commerciare la popolazione degli elefanti in Africa meridionale.

C.D.

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