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Dopo Yulin, i riflettori si accendono sul consumo della carne di cane in Sud Corea

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Dopo l’imponente campagna mediatica messa in campo dalle associazioni animaliste di tutto il mondo per fermare il Festival della carne di cane di Yulin in Cina, l’attenzione si sposta in Corea del Sud, paese in cui ogni anno vengono macellati e consumati 2,5 milioni di cani e gatti. Non a caso, negli ultimi anni, molte associazioni, come la Humane Society International (Hsi) si sono impegnate in campagne di sensibilizzazione e nel salvataggio di cani in Corea del Sud, riscattandoli direttamente dagli allevamenti, arrivando anche a dei successi come la chiusura di alcune aziende.

Il consumo di carne di cane e di gatto in Corea del Sud ha un picco nei giorni più caldi del periodo estivo, detti del Bok Na, giorni del cane, tra la metà luglio e la metà di agosto, il 13 e 23 luglio e il 1 agosto, secondo un’antica per cui assumendo la carne di cane l’uomo potrebbe assorbire la gioia di vivere e la festosità che caratterizzano i migliori compagni dell’uomo. Una tradizione che è stata smontata da un regista cinese,Hiroshi Horiike, con un documentario intitolato “Eating Happiness“.

Come in Cina, le povere bestiole, vengono sottoposte ad atroci torture: cani e gatti colpiti con scariche elettriche, impiccati, picchiati, sgozzati, oppure bolliti e bruciati vivi.

Secondo quanto è stato accertato è che la domanda di cane e gatti è così elevata che il 20% degli animali viene importato dalla Cina. La Corea del Sud è un paese dove vi sono allevamenti intensivi di cani, spesso edificati anche a ridosso di quartieri residenziali o scuole e i cittadini sono costretti a convivere con l’orrore, lo strazio e la sofferenza di cani, detenuti in condizioni disumane. Non c’è una razza specifica e qualsiasi animale, che sia randagio, aggressivo, abbandonato o smarrito può finire nelle mani degli aguzzini. Le stesse associazioni denunciano che “molte persone che perdono, o a cui rubano l’animale da compagnia, soffrono moltissimo nell’essere consapevoli che il loro amato compagno di vita può fare una fine terribile. Una volta che la carne è cotta, i consumatori non possono sapere da quale tipo di cane proviene. Potrebbe essere stato anche l’animale da compagnia di qualcuno”.

Una realtà crudele contro la quale è stato creato un movimento Korean dogs per denunciare le violenze e le atrocità perpetrate e chiedere al governo, tramite pressioni e una petizione, la chiusura degli allevamenti e macelli, nonché il divieto di consumo nel paese della carne di cani e gatti.

Inoltre, il gruppo The Animals’ Battalion ha promosso una manifestazione per il 16 agosto 2016 di protesta davanti al Consolato Sudcoreano a New York e con molte probabilità si diffonderà in diverse capitali.

Ma gli animalisti hanno anche avviato una campagna per boicottare i XXIII Giochi olimpici invernali che nel 2018 si svolgeranno nella contea di Pyeongchang dal 9 febbraio al 25 febbraio 2018.