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DPCM e ordinanze regionali: cosa cambia dal 4 maggio per chi ha animali

Il DPCM valido dal 4 maggio 2020 porta alcune novità per chi ha o accudisce animali ed ampliato da alcune ordinanze regionali: vediamo cosa cambia rispetto alla fase 1.

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DPCM e ordinanze regionali: cosa cambia dal 4 marzo per chi ha animali (Foto Pixabay)

Il decreto ministeriale firmato dal premier Giuseppe Conte che porta dal 4 maggio l’Italia nella fase 2 dell’emergenza da coronavirus Sars – Cov – 2 ha creato non poche frizioni con alcune Regioni. Vediamo cosa cambia per chi ha animali domestici o da compagnia e per chi accudisce animali altrui

DPCM: cosa cambia dal 4 maggio per chi ha o accudisce animali e nuove ordinanze regionali

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Tra le ordinanze regionali c’è il consenso alla toelettatura professionale per animali (Foto Unsplash)

Dal 4 maggio al 17 maggio continuano ad essere consentiti in tutta Italia solo gli spostamenti per motivi di lavoro, di salute, di necessità ma vengono introdotte anche le visite ai congiunti mantenendo un metro di distanza e indossando la mascherina. Gli spostamenti in una Regione diversa sono invece vietati tranne per motivi di salute, di lavoro e di assoluta urgenza (come rientrare nella propria Regione di residenza o di domicilio). 

Continua ad essere possibile, per chi non è positivo al coronavirus o sospetto di esserlo, accudire gli animali comprando loro cibo e portandoli dal veterinario per motivi di assoluta urgenza nel proprio Comune (o fuori dal Comune qualora non ci fossero negozi di alimenti per animali o un veterinario disponibile). Va comunque evitato di recarsi dal veterinario per motivi non urgenti, optando per un consulto telefonico o online.

Chi invece è in isolamento è sottoposto a misure diverse che interessano anche chi accudisce i suoi animali come spiegato nell’articolo Animali di persone affette da covid 19: cosa prevedono le linee guida.

Gli spostamenti vanno sempre effettuati portando con sé l’autocertificazione, mascherine e guanti che andranno indossati in presenza di altre persone, dalle quali va mantenuta la distanza di almeno un metro.

L’importante novità per chi accudisce animali è che dal 4 maggio è possibile accedere a ville, parchi e giardini pubblici (gli orari di apertura possono variare da Regione a Regione) ma i sindaci hanno la possibilità di vietarne l’accesso quindi questo varia da Comune a Comune. Ricordiamo che per quanto riguarda i giardini pubblici se prima dell’emergenza l’accesso con i cani era consentito solo in alcune aree a loro dedicate questo continua ad essere in vigore. Rimangono valide tutte le norme igieniche per proteggere gli animali domestici durante l’emergenza coronavirus.

Vediamo ora cosa hanno predisposto le singole Regioni, che hanno accelerato su alcuni punti previsti nella Fase 2 dal Dpcm solo dopo il 17 maggio. I seguenti provvedimenti sono già in vigore:

Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Sardegna e la Puglia (quest’ultima “sino al 17 maggio 2020”) hanno riaperto le toelettature per animalipurché il servizio venga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e comunque in totale sicurezza nella modalità ‘consegna animale-toelettatura-ritiro animale’, utilizzando i mezzi di protezione personale e garantendo il distanziamento sociale”. 

La Lombardia ha previsto la riapertura per chi svolge servizio di toelettatura purché venga svolto per appuntamento senza contatto diretto tra le persone. In questa regione è possibile salire sui mezzi pubblici solo se dotati di mascherine e guanti.

Anche la Liguria ha riaperto le toelettature, solo su appuntamento, e ha ridato anche la possibilità di addestrare cavalli e cani. In tutte le altre regioni ad eccezione della Sardegna l’addestramento dei cavalli è sospeso mentre è possibile e accudirli e movimentarli sono in alcune occasioni come spiegato nell’articolo Decreto Conte Io resto a casa: cosa prevede per chi ha un cavallo.

Sempre la Sardegna consente la tosatura degli ovini, anche con specialisti del settore, purché il servizio venga effettuato senza il contatto diretto tra le persone, che dovranno mantenere almeno un metro di distanza e rispettare le norme di sicurezza.

La Sicilia ha ritirato il proprio decreto che vietava agli abitanti della Regione di recarsi nei giorni festivi in terreni e aree verdi di proprietà o che si hanno in usoper accudire i propri animali.

Il Lazio ha predisposto “le attività finalizzate all’affido di animali dando al Gestore/Titolare della struttura, d’intesa con il Presidente dell’associazione di volontariato autorizzata, di individuare un Protocollo operativo validato dalla Asl veterinaria o dal Comune anche ai fini della motivazione degli spostamenti”. 

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Teresa Franco