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Due donne a spasso con il cane aggrediscono il sacerdote che voleva denunciarle

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Molte donne vivono nella paura dei numerosi regolamenti restrittivi imposti dall’uomo, e in alcuni paesi anche dal codice di comportamento imposto dalle leggi. In Iran per esempio la donna oltre ad avere veramente pochissima influenza, è tal volta rimproverata anche per quello che per qualsiasi donna che vive in occidente è una prassi normalissima, quella di portare a spasso il cane.

Donna porta a spasso il cane
Due donne hanno portano il cane a spasso per le strade iraniane , denunciate da un sacerdote sciita

Iran, un membro appartenente al Clero Sciita ha denunciato due donne Iraniane, con l’accusa di averlo investito con la macchina dopo che lui le aveva riprese, perché portavano due animali domestici a spasso nel parco pubblico.

Secondo il sacerdote infatti le donne avevano violato uno dei rigidi codici islamici Iraniani, ovvero per aver portato a spasso il loro cane in un parco vicino alla sua abitazione.

In Iran, gli animali domestici nello specifico i cani sono considerati “sporchi” e le autorità religiose spesso vietano ai proprietari di portare a spasso i loro quattro zampe in alcune zone determinate dal clero.

A quanto raccontato dall’uomo sembra che dopo aver ripreso le donne, per il comportamento poco consono e irrispettoso , queste hanno iniziato un conflitto insultandolo e “abusando verbalmente” di lui.

In Iran i membri del clero, e anche i cittadini comuni, possono riprendere chiunque per le strade e ammonirli se il loro comportamento non rispetta le leggi o se semplicemente il loro comportamento sembra disobbedire ai codici islamici, la legge per tutelare i moralizzatori è stata approvata 5 anni fa.

Sembra che durante lo scontro, il sacerdote sciita, abbia tentato di telefonare alla polizia locale per far intervenire gli agenti sulle donne, che stavano tenendo un comportamento poco consono.

Ma queste, dopo aver affermato, che non è nelle autorità di un sacerdote, dire loro dove o quando possono portare a spasso il  cane all’interno del parco pubblico, si sono ritirate all’interno di un’ automobile dove durante la fuga hanno investito l’uomo, che è caduto a terra restano incosciente per alcuni minuti.

Questi scontri si manifestano sempre più spesso tra clero e presunti autori di reati, gli incidenti solitamente si verificano soprattutto per l’uso corretto dell’hijab obbligatorio, sempre più donne affrontano anche fisicamente e verbalmente i “moralizzatori”.

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Scontri fra Donne e Clero

Iran
Iran divieto di portare i cani al di fuori delle mura domestiche

 

Il cane è diventato uno degli animali domestici più popolari in Iran,e proprio questa nuova popolarità sta portando a numerosi scontri tra il clero e le donne che invocano il cambiamento.

I cani sono stati infatti “banditi” nel 2010. Un anziano chierico iraniano ha emesso una sentenza religiosa, secondo cui i cani considerati “impuri” non dovevano essere tenuti come animali domestici.

Secondo molti, portare i cani in luoghi pubblici causa ansia e panico, la polizia locale ha quindi ottenuto l’autorizzazione della magistratura per affrontare i proprietari di cani che camminano in pubblico con i loro animali domestici, che vengono considerati una cieca imitazione della cultura Occidentale dove i cani vengono amati come figli.

“Il cane è stato quindi bandito da luoghi pubblici nella capitale dell’Iran, e anche chi sarà sorpreso con un cane in auto sarà trattato severamente.”

Da circa 40 anni le donne sono costrette a coprirsi i capelli per motivi di modestia, e i trasgressori vengono ammoniti, multati o arrestati pubblicamente.

L’anno scorso, molte donne hanno protestato pacificamente contro il rigoroso codice di abbigliamento per le strade, tenendo i loro hijab in alto sopra la folla perché tutti potessero vederli.

I manifestanti sia maschi che femmine hanno preso parte alle proteste del “mercoledì bianco”, invitando entrambi i sessi a indossare hijab, veli e bracciali in solidarietà con coloro che ritengono che la legge sia discriminatoria e non etica.

Almeno 39 donne sono state arrestate lo scorso anno in relazione alle proteste contro l’hijab, e altre 55 persone sono state detenute per il loro lavoro sui diritti delle donne, tra cui donne che hanno cercato di entrare illegalmente negli stadi di calcio o che hanno richiesto di diventare avvocato.

L.L.

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