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E’ stato legato tutta la vita: per la prima volta corre sul prato

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Il maltrattamento degli animali ha diverse sfaccettature. Quello che per molti potrebbe essere la normalità, spesso si rivela una violazione del benessere di un animale come ad esempio la sua detenzione a catena. Condannare un cane tutta la vita a catena è sicuramente un abuso. I cani sono esseri socievoli, animali che hanno bisogno d’interagire con altri esemplari o con le persone. Necessitano di fare attività fisica e di essere protetti dalle intemperie. Troppe volte, le loro condizioni e la loro natura viene violentata e quando sono legati i cani possono anche incorrere in pericoli. Infatti, potrebbero ferirsi con la catena, restare impiccati o soffocati. Rischi di fronte ai quali non si può restare indifferenti.

La privazione di una vita sociale, di affetti e di libertà, condannando l’animale a passare una vita a catena, in un angolo del giardino o di un cortile, esponendolo a qualsiasi temperatura è togliere la dignità ad un essere vivente. in alcuni casi, laddove non viene rispettato il benessere dell’animale è possibile intervenire e soccorrere l’animale, denunciando o segnalando le condizioni in cui viene tenuto. E’ il caso di un cane di nome Buddy che per i suoi primi tre anni di vita, fin da cucciolo aveva solo conosciuto la catena. L’animale era sempre stato legato e non sapeva cosa significasse fare una passeggiata. I vicini di casa avevano più volte segnalato il caso alle autorità locali ma purtroppo non vi erano gli estremi di maltrattamento per intervenire. Solo dopo che i proprietari di Buddy si sono trasferiti e come prevedibile, abbandonando il cane alla catena, i vicini hanno iniziato a prendersi cura di lui, portandogli del cibo e l’acqua.
Una donna presa a compassione ha deciso di accogliere Buddy. Tuttavia, il cane di questa signora non aveva accettato Buddy. Per questo la signora aveva deciso di creare un box temporaneo dove tenere Buddy. Quando Lindsay Hyslop, co-fondatrice dell’associazione TEAM Dog Rescue è venuta a conoscenza della storia di Buddy non ha resistito e ha deciso di fare il massimo per lui. Lindsay ha fatto in modo che il cane fosse preso in carica dall’associazione per le cure necessarie, trovandogli anche uno stallo in una famiglia nella quale Buddy ha scoperto il significato degli affetti e delle passeggiate.

Nell’appello per l’adozione di Buddy, la Ream Dog Rescue ha condiviso un video che documenta la prima volta in cui Buddy passeggia al guinzaglio in un prato. Immagini davvero commuoventi nelle quali possiamo percepire la gioia che prova il dolce Buddy nel camminare sull’erba.

Detenere un cane a catena

Si tratta di un metodo diffuso che molti proprietari applicano per tenere il loro cane. A livello nazionale, nel Belpaese non vi è una legge che ne vieta l’uso. Tuttavia, in base al codice penale, art. 544, viene specificato che “non si possono tenere animali in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche”. Ovvero, un cane ha bisogno di un minimo di libertà e di attività fisica. Per cui la detenzione a catena si rivela in parte una violazione del benessere dell’animale. Il divieto di catena varia in base alle regioni e ai Comuni. Per detenere il cane legato, la catena dovrebbe essere abbastanza lunga da consentire il movimento all’animale che possa camminare, sedersi, accedere alla cuccia e al cibo o all’acqua. Sembrano dettagli assurdi da specificare eppure non sempre questi criteri vengono rispettati.  Molte regioni e comuni, in base anche al contesto ovvero realtà rurali o metropolitane, hanno pertanto introdotte delle norme al riguardo della detenzione di un cane legato a catena. Ci sono delle norme a tutela dell’animale che specificano che il cane non deve essere detenuto per oltre 8 ore, come in Piemonte, viene previsto un minimo di lunghezza consentito della catena oppure sono richiesti specifici certificati veterinari e sanitari per i quali viene consigliato che il cane sia legato per un determinato periodo. Molti regioni prevedono addirittura una multa per chi detiene un animale legato e si può arrivare ad una sanzione di 5mila euro.

C.D.