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Era destinato al macello, riscattato. Vive ancora il trauma e dorme in piedi

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Proprio nel giorno in cui sono emerse da una relazione della Cia, rivelazioni shock sul consumo di carne di cane in Corea del Nord, spunta un filmato davvero straziante, di uno dei 200 cani, recentemente riscattati da un allevamento di cani nel paese e destinati al consumo alimentare.

Si tratta di un esemplare, di nome Harriet, un jindo coreano, salvato la scorsa settimana da un allevamento a Wonju, in Corea del Sud, dall’organizzazione Humane Society che da anni si sta impegnando nei paesi asiatici per vietare il consumo di carne di cane, arrivando addirittura ad offrire dei finanziamenti agli allevati locali, per riconvertire l’attività.

Molti esemplari sono stati smistati tra diversi paesi e lo scorso 20 gennaio sono arrivati a destinazione, in dei rifugi negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito.

A distanza di una decina di giorni dal loro arrivo, i cani iniziano lentamente a lasciarsi alle spalle gli orrori che hanno vissuto anche se molti comportamenti fanno intuire le drammatiche condizioni in cui vivevano e venivano trattati. Harriet, l’esemplare di tre anni, come gli altri cani, era abituato a dormire in piedi nella gabbia dell’allevamento e così, anche di fronte ad un confortevole e morbido cuscino, al sicuro, in un rifugio, non sa come sdraiarsi e per dormire continua a restare seduto senza mai accucciarsi.

Lo staff del rifugio ha raccontato che Harriet non aveva proprio idea di come mettersi sul cuscino, si girava intorno, fino a quando non si è addormentato seduto. Le immagini di un video di Harriet, condiviso dalla Humane Society sono davvero commuoventi e si vede Harriet dormire seduto, che ad un certo punto perde l’equilibrio, per non cadere a terra per il sonno, si regge, rimettendosi nella posizione seduta per continuare a dormire.

Per aiutarlo, i volontari hanno passato un’intera giornata ad insegnare ad Harriet ad accucciarsi: “Anche se i nostri cuccioli coreani stanno facendo dei progressi, sono ancora affetti da l’orrore che hanno subito”, scrive la Humane Society.