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Errore madormale nella domanda sugli animali a Chi vuol essere milionario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:06
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Un concorrente di Chi vuol essere milionario ha bacchettato gli autori per un errore madornale in una domanda riguardante le metafore sugli animali: ecco come è andata.

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Chi vuol essere milionario? L’errore nella domanda sugli animali

Una domanda del valore incredibile di ben 30 mila euro, incentrata su un tema decisamente particolare: le metafore con protagonisti gli animali. Peccato che gli autori del noto programma targato Mediaset abbiano fatto un errore davvero madornale, prontamente smascherato di fronte alle telecamere dal preparatissimo concorrente.

Stiamo parlando di Alessandro, concorrente di Chi vuol essere milionario, quiz ormai storico della fascia preserale di Canale Cinque condotto dall’amatissimo Gerry Scotti: il giovane, giunto al notevole traguardo della domanda da 30 mila euro, ha infatti sottolineato l’inesattezza palese nel quesito posto dal conduttore.

Errore nella domanda sugli animali: cosa è successo a Chi vuol essere milionario?

Asino mulo bardotto differenze
Il Mulo protagonista di una delle risposte (Foto iStock)

Il quesito smascherato dallo scaltro concorrente è incentrato su quelle che gli autori del programma hanno definito “metafore animalesche”: dei modi di dire con protagonisti gli animali, molto noti nel quotidiano degli italiani, assieme ai proverbi con protagonisti animali di ogni specie.

Nello specifico, la domanda del quiz è stata posta nella seguente formula: “Quale di queste metafore animalesche non trae propriamente origine dal nome di un animale?”. Come da tradizione, seguono sul monitor 4 possibili risposte, delle quali soltanto una è quella giusta: in questo caso, le opzioni erano testardo come un mulo, sano come un pesce, cieco come una talpa, piangere come un vitello.

Quando Gerry Scotti ha letto le possibili opzioni al giovane concorrente, quest’ultimo ha affermato: “Non si tratta di metafore”. Il conduttore ha sapientemente glissato sull’argomento, cercando di non far notare troppo il madornale errore commesso dagli autori del programma: in effetti, la figura retorica di riferimento in questo caso non è la metafora, ma la similitudine.

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C.B.

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