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Ex velina nella bufera mediatica: sospettata di aver fatto sopprimere il suo cane

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L’ex velina di Striscia la Notizia Giulia Calcaterra reduce dall’Isola dei Famosi, da dove è stata espulsa, è nel mirino della bufera mediatica, per il caso del suo rottweiler morto cinque anni fa.

Infatti, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) torna sulla vicenda per fare chiarezza sul decesso del cane della Calcaterra. Secondo le indiscrezioni ci sarebbero troppe incongruenze e la stessa ex velina si sarebbe contraddetta più volte. La soubrette aveva infatti raccontato di aver dato il suo cane in adozione a dei conoscenti perché non riusciva più ad occuparsene ed era diventato aggressivo anche nei riguardi del suo fratello. La famiglia adottante restituì l’animale perché mordace. Dopo pochi giorni il cane morì per delle circostanze sulle quale appunto intende fare chiarezza Aidaa. La soubrette dichiarò che il suo rottweiler è deceduto per una torsione gastrica fornendo poi un’altra versione nella quale sostenne che il cane era stato fatto sopprimere per una malattia accertata e certificata dal veterinario: “Mi aggrediva e ha aggredito anche mio fratello. La situazione non poteva più essere gestita e non sono riuscita a trovare nessuno che potesse occuparsene come un cane in quelle condizioni avrebbe richiesto. Ho fatto davvero di tutto per evitarlo”, dichiarò la Calcaterra.

Nel 2014, con una sentenza del giudice la causa fu archiviata perché il caso non sussisteva. La stessa soubrette, difendendosi, ha infatti sostenuto che “poi è stato montato tutto e ci ha rimesso solo la mia immagine. Spero la smettano di alimentare questa polemica”. La stessa versione è stata data dal veterinario che seguì tutta la vicenda: “Uno dei problemi congeniti di cui possono soffrire i cani a torace largo come rottweiler, alani e pastori tedeschi. Una patologia che uccide in 15-20 minuti. Arrivò qui che era già morto. Constatai la malattia e diedi il certificato di morte ai proprietari, perché risultava registrato in Piemonte. Al fratellino di Giulia dissero giustamente che il cane era stato adottato e non che era morto. E io, per il futuro, consigliai un cane più adatto a convivere con un bimbo. Infatti presero un Golden Retriever”. Suggerimento che la famiglia di Calcaterra seguì e non a caso, proprio recentemente, l’ex velina ha diffuso un suo video in compagnia del suo nuovo cane, un bel golden retriever al quale sta insegnando di dare la zampa.

A distanza di cinque anni, Aidaa ha annunciato di aver presentato un dossier ai Carabinieri affinché siano accertate le vere cause del decesso così come richiesto a gran voce attraverso molti appelli rivolti alla Calcaterra e all’ordine dei veterinari.

In un video pubblicato sul suo profilo facebook, il presidente Aidaa Lorenzo Croce sottolinea che sia improbabile che il cane in pena torsione gastrica sia stato trasportato in una clinica a 60 km di distanza: “Vogliamo che Giulia Calcaterra sia processata per la morte del suo cane […] Quello che a noi interessa sono gli elementi nuovi emersi. Ripresenteremo la denuncia e chiediamo la riapertura delle indagini. Chiediamo soprattutto che sia fatta giustizia per quel cane, perché la prima che dichiarò che quel cane fu ucciso fu lei. Quel cane è stato ucciso!”, ha sostenuto Croce.

Si ricorda che la soppressione dei cani e dei gatti è consentita in casi di grave e incurabile malattia o di comprovata pericolosità. Per cui ai sensi della legge 189/2004, è impossibile sopprimere un animale e la sua uccisione senza necessità di animali è considerata un reato penale.