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Felpe con scritte a favore dei combattimenti di cani: grosso marchio nel mirino degli animalisti

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E’ scandalo a Duluth, in Georgia, dove in un centro commerciale, un negozio della catena H&M ha esposto in vetrina una nuova serie di felpe con una scritta alquanto imbarazzante per non dire shoccante. Infatti, è già partita una petizione per far rimuovere la serie di felpe arancioni con cappuccio e la scritta Dogfight in Random Alley (Combattimento di cani casuali).

Uno slogan inaccettabile che non è di certo passato inosservato agli animalisti. Per far rimuovere la serie di felpe, è stata promossa lo scorso 4 novembre una petizione nella quale viene ricordato che il combattimento dei cani è un’attività vietata. Una crudeltà con la quale i cani vengono fatti combattere fino alla morte per un mero intrattenimento.

Gli attivisti hanno ricordato che non si tratta semplicemente di un articolo in vendita, di un’immagine, quanto di una mentalità diffusa che accetta queste cose: “Non è accettabile far passare questo tipo di messaggio”, viene sottolineato nella petizione.

I promotori dell’iniziativa ricordano inoltre che proprio in questa stagione si è in pieno periodo di shopping. Ecco perché è importante da parte di H&M rimuovere questo capo che sarà sicuramente esposto e in vendita in tutto il mondo: “Auspichiamo che la catena di abbigliamento non solo tolga questa serie dai negozi ma si scusi pubblicamente per aver esposto queste felpe e magari s’impegni a finanziare una campagna contro i combattimenti dei cani negli Stati Uniti”, concludono gli attivisti.

Purtroppo, il combattimento dei cani è una realtà diffusa soprattutto in alcuni ambienti in cui la criminalità organizzata gestisce il circuito delle scommesse illegali in tutto il mondo. Recentemente è stata condotta una maxi operazione a Teneriffe in un allevamento di cani da combattimento. In molti paesi i combattimenti tra cani sono legali mentre in molti paesi come in Europa o Stati Uniti sono vietati. Proprio negli Usa, ha scandalizzato l’affermazione di un politico che ha avanzato la proposto di legalizzarli.

Si tratta di un fenomeno che contribuisce anche a promuovere la moda dei cani di razze pericolose come pitbull o dogo argentino che non sono adatte a tutte le persone. Non a caso, in molti paesi, molte di queste razze finiscono per strada, abbandonate e infine nei canili. La difficoltà è quella di recuperare questi cani e di gestirli all’interno di strutture o rifugio dove mancano gli spazi e gli operatori o addestratori che possono recuperarle per essere dati in adozione.

C.D.