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Fine della relazione tra Berlusconi e la Pascale: che fine fanno Dudù e Dudina?

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@Getty images
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Gossip a parte, anche se a molti piace, Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa), ha colto l’occasione della possibile separazione dell’ex premier Silvio Berlusconi da Francesca Pascale, rilanciando il tema della tutela dei diritti degli animali in questi casi: “Non sappiamo se siano vere le varie notizie che circolano in merito alla nuova possibile avventura amorosa del dottor Silvio Berlusconi e francamente la cosa ci interessa poco, quello che invece ci preoccupa al di là delle illazioni è il futuro dei cani di famiglia. Chi si occuperà di Dudù, Dudina e prole in caso di separazione della coppia Berlusconi-Pascale?”, ha commentato Croce.

Una passione per il gentil sesso dell’ex premier che pare, in base ad una rivelazione del Fatto Quotidiano, abbia perso la testa per la 21enne romana Lavinia Palombini, conosciuta l’estate dello scorso anno in Sardegna. In ogni caso, per quanto riguarda l’affaire Dudù e Dudina, alcune indiscrezioni riportate dal noto quotidiano, riferirebbero di un Berlusconi stufo della presenza dei cani che avrebbe ammesso “mi hanno rotto le scatole, puzzano, sporcano, mi tocca sempre tenere le finestre aperte per mandare via l’odore”. Un ex premier insoddisfatto che, a pensare male, potrebbe aver cercato di cavalcare l’onda animalista, forse per attirare consensi, ma che alla fine come per la smentita dell’essere diventato vegetariano, non ha potuto più di tanto reggere la presenza dei due pelosi? Meglio parlare d’incompatibilità per non offendere la dignità dei 4zampe.

L’argomento è più serio, considerato che nel Bel  Paese non vi è una vera e propria normativa al riguardo, nonostante i tentativi della stessa Michela Vittoria Brambilla che, a suo tempo aveva presentato una proposta di legge al riguardo. Nella nota pubblicata sul blog dell’associazione viene ricordato come, in base ai dati, vi sia il rischio, nei casi di separazione nelle coppie di fatto, che gli animali domestici siano privi di protezione legale: “Purtroppo le liti per la loro assegnazione sono in forte aumento. 24.012 nel 2015 rispetto alle 23.445 del 2014 e di queste circa un decimo sono pendenti davanti ai giudici di pace e ai conciliatori di mezza Italia”, viene sottolineato dall’Aidaa.

Per ora una cosa certa, è che la decisione spetta al giudice, in base al Trattato di Amsterdam con il quale gli animali domestici, come cani e gatti, sono considerati animali senzienti e che devono essere trattati per tali. Per cui spesso, in caso di divorzio o separazione, la sentenza può stabilire un regime di  affidamento come nei casi dei minori.