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Una foca grigia attorcigliata tra i rifiuti: ritratto della nostra società

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:17
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Da poche ore circola, su tutto il web, la foto di una foca grigia attorcigliata tra i rifiuti lasciati in mare dopo una battuta di pesce: riflesso della società odierna.

foca reti collo
Foca con reti intorno al collo (Fonte Facebook)

Dobbiamo ancora interiorizzare che lasciare la plastica e altri rifiuti sparsi per la terra e i mani del Pianeta è un atto dannoso per tutto l’ecosistema. Sembra una banalità ma non c’è cosa più vera di questa nell’ultimo periodo.

Forse, quando lo metteremo per iscritto, facendo diventare questi gesti dei veri crimini da colpire severamente, le persone cominceranno a capire. Forse. Purtroppo le immagini che fanno sempre un gran “rumore” nel giro frenetico del web e che riprendono pesci, tartarughe e simili intrappolati nei rifiuti scaricati dall’uomo, non cessano d’esistere.

Nelle ultime ore ne è arrivata un’altra: una povera foca grigia con un filo usato per una battuta di pesca intorno al proprio collo. Un’immagine simbolo, negativo, della società in cui viviamo e che dobbiamo assolutamente cambiare, altrimenti i primi a essere inghiottiti saremo noi e il resto dell’ecosistema, che poco c’entra, dietro di noi.

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La foca grigia nel “dolore”: il cucciolo lo prende come un gioco, ma l’immagine è cruda

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Foca in mare (Fonte Facebook)

Un’immagine violenta. E con il termine violento non intendiamo di certo a esagerare, ma a dare un forte segnale intorno alla gravità della situazione. Troppi rifiuti di pesca e di plastica gettati in mare, anche in aree che un tempo erano protette e ora sono sommerse dalle nefandezze dell’essere umano.

Come detto poc’anzi, nelle ultime ore, sta girando un’altra foto simbolo che scuote tutti noi: il nostro animo e la nostra sensibilità. Nell’Oceano Atlantico, una foca grigia è stata immortalata con un filo di pesca intorno al collo, lasciato dentro ai bordi del suo habitat naturale, con il suo cucciolo che la prende come un gioco. Un atto che non è passato inosservato.

Sul fatto è intervenuto Mark Underhill, direttore della campagna per il National Trust che ha detto la sua sul punto: “Ogni giorno è come una mattanza. Vengono scaricate in mare grandi quantità di rifiuti e la nostra fauna sta pagando il prezzo. I rifiuti come le reti e l’attrezzatura da pesca non vanno via semplicemente e possono rappresentare una minaccia per decenni”.

Un vero e proprio abominio che deve essere sconfitto con il coraggio di contrastare atti che gravano sull’intera comunità, animale e umana. Unirsi nella battaglia per volere una società più pulita deve essere una priorità, portata avanti da tutti.

Davide Garritano