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Foto shock: commesse si divertono con agnellino sul banco del macello

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Sembra a tutti gli effetti una provocazione, una sfida a tutti gli animalisti vegetariani e vegani. Una di quelle immagini che molto probabilmente potrebbe essere inserita in quella discussione infinita tra chi condanna i carnivori e chi invece ironizza su chi non mangia carne.
Tuttavia, come ha ben notato Lorenzo Croce, presidente di Aidaa “Ci sono gesti ignobili che non meritano nemmeno commenti queste due persone hanno mancato di rispetto innanzitutto agli animali morti che sono stati ridicolizzati in maniera volgare e violenta ma anche ai milioni di italiani che chiedono rispetto per gli animali”.
Alla luce di questa fotografia, piuttosto sconcertante in quanto deride una piccola creatura che è solo un cucciolo, Croce ha chiesto alla direzione nazionale di Carrefour  dei “provvedimenti nei confronti di queste due megere e chiediamo le scuse pubbliche”.

Altrimenti, minaccia Croce, “lanceremo una campagna nazionale di boicottaggio contro questi supermercati a livello nazionale”.

La stessa di Roma ha condannato questo comportamento, chiedendo posizioni da parte della direzione Carrefour.

Ancora una volta è triste constatare la poca sensibilità delle persone. Scattare delle fotografie, ironizzando sulla morte di un essere vivente non è di certo la cosa migliore che queste commesse avrebbero potuto fare. A dire il vero, questo comportamento, ricorda in parte quanto denunciato dagli psicologi e da chi studia il fenomeno, evidenziando che la violenza porta ad un’assuefazione. Ovvero, stando quotidianamente a contatto con animali morti, le persone tendono a dimenticarsi del valore della loro vita. L’assuefazione porta pertanto all’indifferenza.

L’elemento che indigna maggiormente risiede nel fatto che le commesse di un supermercato di Tivoli in provincia di Roma, abbiano messo un ciuccio in bocca dell’agnello. Per cui sono ben consapevoli che si tratta di un cucciolo. Una creatura che è stata tolta dalla madre e che ha sofferto non solo la separazione ma che ha provato anche terrore nel ritrovarsi strappata dal suo ambiente, per essere trasportata in un luogo come il macello dove regna l’odore di morte. Non ci dobbiamo mai dimenticare della sofferenza alla quale sono state condannate a pochi mesi. Shoccante anche il fatto che si tratti di donne che, come “madri potenziali”, dovrebbero in parte dimostrare maggiore sensibilità.

Si tratta di un comportamento poco etico da parte delle commesse che di sicuro merita un richiamo da parte dell’azienda. La condanna deve essere unanime.

E’ triste pensare che una vita anche la più insignificante non sia rispettata. L’empatia è una facoltà che dovrebbe essere insegnata per evitare gesti di questo tipo.

Intanto è partita anche una petizione  nella quale viene sottolineato che “non è solo un selfie ma è un atto che mostra disprezzo beffardo e sprezzante dileggio che urtano la sensibilità di molti, di tutti coloro che empaticamente soffrono vedendo ciò che resta di un povero animale macellato, usato e deriso senza pietà!”.

C.D.