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Sovvenzionano fucili ad aria compressa per colpire i randagi nel Kerala

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@Getty images
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A fine settembre aveva fatto discutere e indignato la protesta di un gruppo di Parlamentari del Kerala del Fronte della Gioventù (Mani) che nel distretto di Kottayam aveva manifestato contro il randagismo, uccidendo a bastonate decine di cani incontrati per le strade, lungo il percorso del corteo. I corpi dei poveri animali erano stati prelevati, appesi su dei lunghi bastoni per poi essere depositati davanti alla sede di un ufficio postale. I parlamentari avevano infatti chiesto di spedire i cani alla sede centrale della direzione distrettuale come donazione “agli amanti degli animali”. Una atto provocatorio e crudele denunciato alle autorità competenti per cui la Corte del Kerala ha invitato il governo locale a fornire una risposta riguardo ai quindici parlamentari coinvolti in atti di crudeltà e uccisione di animali ma anche a trovare una soluzione al randagismo.

In questo scenario, fa scalpore l’intervento di un’associazione famosa degli ex alunni del St Thomas College che a Kochi ha annunciato di dare un contributo del 10% a chi intende acquistare pistole ad aria compressa per l’allontanamento dei randagi e del 25% per le persone che hanno subito un attacco di cani randagi, documentato da un intervento della polizia.

L’associazione ha tenuto a sottolineare che i fucili ad aria compressa per i quali non vi è bisogno di una licenza, non sono fatali ma sono abbastanza potenti da spaventare e cacciare un randagio.

Il caso ha ovviamente di nuovo indignato gli animalisti i quali hanno tenuto a ricordare che in ogni caso, i fucili ad aria compressa possono provocare gravi ferite all’animale mentre l’ordine dei veterinari ha dichiarato che se sparati a distanza ravvicinati i colpi possono uccidere il cane.

Rammarico espresso da Sally Kannan, program manager dell’organizzazione animalista internazionale HSI-Humane Society International/ India  la quale ha sottolineato che le pistole ad aria compressa possono ferire il cane e un randagio ferito è più pericoloso e aggressivo.

La Kannan ha concluso  che non si tratta di una soluzione applicabile al contrario questo farà aumentare le aggressioni: “Anche se non vi è violazione di porto d’armi, le persone che uccideranno un cane con quel tipo di arma, potranno essere perseguibili dalla legge per atti di crudeltà nei riguardi degli animali e rischiare il carcere”.