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Furti di cavalli nel Lazio: racket dei macelli clandestini. Il dramma dei proprietari

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Negli ultimi mesi sono aumentati i furti dei cavalli nel Lazio
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Il timore per il destino dei cavalli è quello che siano finiti nel giro del racket dei macelli clandestini. Dall’inizio del 2019, oltre 300 esemplari sono stati rubati, in ultimo a Ladispoli dove i ladri, hanno portato via cinque cavalli da un maneggio.

Gli esemplari erano tutti microchippati e registrati. Alcuni cavalli erano anziani. Difficile immaginare che i cavalli siano stati rubati per essere rivenduti o utilizzati in altri maneggi. In totale si contano 80 cavalli rubati nell’arco di pochi mesi nel nord del Lazio, nella zona che dalla costa, intorno a Ladispoli e il Lago di Bracciano.

L’ipotesi più probabile è che questi animali siano destinati al macello clandestino. Chi sta compiendo questi furti è ben organizzato. Non è facile rubare dei cavalli. E’ necessario un mezzo adatto per il trasporto animali e persone che sanno maneggiare gli animali.

Sale la disperazione dei proprietari dei cavalli, disperati per il destino dei loro cavalli, ai quali hanno dato amore.

“Lauta ricompensa a chi riporta a casa Magic, Vieni Qua, Agata, Sillavy, e Flika”, è l’appello di Dora Lazzarotto alla quale sono stati portati via i cinque cavalli.

“Ho allarmato subito i centri ippici vicini, ma purtroppo nella stessa notte hanno rubato altri due cavalli a Ceri”, ha dichiarato la Lazzarotto.

Una banda che da diversi mesi si aggira tra Roma Nord e provincia e che prima di agire studia tutte le manovre da fare dei maneggi.

Nel caso di Ladispoli, i ladri sono passati da un boschetto dove hanno tagliato delle sterpaglie e i rovi per poi recidere una recinzione in metallo da dove far passare i cavalli.

Per agire in questo modo, le forze dell’ordine ipotizzano anche in base ad alcune testimonianze che vi siano almeno sei persone coinvolte, incluso l’autista.

“Il nostro maneggio ha le telecamere, ma questi ladri si sono mossi riuscendo ad evaderle. Sono passati dal boschetto, tagliando la recinzione e hanno rubato un cavallo al paddock e quattro cavalli in box. Sono disperata, per noi sono come dei figli. Uno ha 25 anni e ce l’ho da quando è puledro. Per noi sono parte della famiglia. Per questo sono pronta a ripagarli, sperando che non siano finiti nel giro del macello clandestino. E’ un pensiero che non posso sopportare. Mi rivolgo a chi ce li ha portati via. Vi prego, sono disposta a comprarli, ma restituiteci i nostri affetti”.

E’ possibile che i ladri frequentino i maneggi per trarre informazioni su come è organizzato e gestito. Le forze dell’ordine che stanno indagando ipotizzano che i ladri si recano sul posto almeno un mese prima per chiedere informazioni su lezioni.

“Passa di qui molta gente interessata a far lezione, quindi è difficile collegare un viso a un sospettato ma ora che ci penso, più di un mese fa, ci hanno fatto visita dei Rom. Dichiaravano di voler solo avere informazioni”. Sostiene la donna.

In base ai dati, in Italia vi è un eccesso di richiesta di carne di cavallo rispetto alla produzione che avrebbe favorito il fenomeno dell’importazione e il furto di cavalli per la macellazione clandestina.

Per contrastare il fenomeno è importante registrare i cavalli alla ”Anagrafe degli Equidi” che non solo provvede alla tutela della salute del consumatore, del patrimonio zootecnico ma facilita i controlli sugli animali destinati alla macellazione in quanto sul passaporto viene indicata la distinzione fra equini DPA – Destinati alla Produzione di Alimenti per l’uomo – ed equini non DPA, la cui destinazione finale non è quella del consumo umano.

Tuttavia, come dimostrano i casi registrati nel Lazio, anche i passaporti, quando si tratta di macellazione clandestina non hanno molta rilevanza.

Ecco perché da diversi anni, per tutelare i cavalli, le associazioni animaliste chiedono il riconoscimento anche per i cavalli dello status di “animali da affezione”, equiparandoli di fatto a cani e gatti.

 

C.D.

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