Home News Perugia, gatto ucciso, scuoiato ed appeso davanti a scuola: assolto

Perugia, gatto ucciso, scuoiato ed appeso davanti a scuola: assolto

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Poco più di tre anni fa, nell’autunno del 2014, ci fu un episodio relativo ad un gatto ucciso in circostanze terribili. Il povero animale venne massacrato in maniera deliberata quanto orribile. Il povero animale venne scuoiato e lasciato morto davanti al cancello di ingresso di una scuola situata in zona San Sisto, a Perugia. I carabinieri avviarono anche una indagine, ritrovando poco dopo la pelle dello sfortunatissimo felino, oltre ad una ghigliottina, delle siringhe, lacci emostatici ed altri strumenti medici solitamente usati nell’ambito della chirurgia.

C’era anche un particolare strumento utilizzato per tenere fermi gli animali, e poi un vaso di vetro nel quale erano stati riposti in maniera decisamente macabra una testa e delle zampe di altri gatti che avevano subito la stessa, tremenda sorte del micio in questione. Inoltre c’erano diversi coltelli, uncini ed altri strumenti adibiti ad armi per torturare quei poveri animaletti. Per tutto questo era stato individuato un colpevole, F. L., di 23 anni.

Gatto ucciso, l’imputato è stato giudicato del tutto innocente

E ieri mattina è giunta la sentenza per la quale il giudice lo ha prosciolto da qualsiasi capo di imputazione. Inizialmente indicato come colpevole, il giovane è stato invece dichiarato innocente e libero di poter tornarsene a casa come se niente fosse successo. Difatti l’assoluzione con formula piena è avvenuta per mancanza di prove in merito all’episodio del gatto ucciso davanti alla scuola nel capoluogo umbro. Ma questa decisione da parte del Tribunale di Perugia lascia esterrefatti ed estremamente sgomenti i membri della Lav, i quali auspicano un intervento del Pubblico Ministero, invitandolo ad inoltrare ricorso in appello contro questa decisione.

I volontari della Lega Anti Vivisezione intendono poi leggere in maniera approfondita nello specifico le motivazioni che hanno portato l’imputato ad essere proclamato innocente. La Lav, come anche l’Enpa, si era costituita parte civile nel procedimento in aula ed i due movimenti animalisti avevano anche richiesto un risarcimento di rispettivamente 20mila e 8mila euro, oltre all’applicazione di alcune misure restrittive ai danni dell’imputato. Il quale però è riuscito a farla franca. Nei giorni scorsi un altro gatto era stato maltrattato senza pietà, al punto da spingere il suo padrone a farlo sopprimere.

A.P.