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Iceberg resta in Danimarca: Parlamento rimanda discussione della legge

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Una notizia davvero sconcertante. Il Parlamento della Danimarca ha respinto l’emendamento con il quale Iceberg, la dogo argentino di un giovane italiano introdotta legalmente nel paese, non potrà essere liberata.

Giuseppe Perna si era trasferito per lavoro a Copenaghen e aveva portato con sé il cane di nome Iceberg, una bellissima esemplare di razza Dogo argentino, vietata in Danimarca. Tuttavia, l’animale era entrato legalmente nel paese e solo a distanza di qualche settimana, in occasione di un controllo, venne sequestrata per essere soppressa in base alle leggi in vigore nel paese. La vicenda ha sollevato un caso diplomatico nel corso dell’estate 2017 tanto che oltre alle organizzazioni animaliste come Enpa e un’associazione locale che hanno fornito assistenza legale a Perna, intervenne lo stesso Ministro degli Esteri Angelino Alfano e molti testimonial di spicco tra i quali la cantante Emma.

Il ministro all’ambiente e all’agricoltura danese Esben Lunde Larsen presentò una proposta di legge per “una deroga per tutti quei casi in cui uno straniero in perfetta buona fede dovesse introdurre nel Paese un cane pericoloso: il cane non dovrebbe essere ucciso ma si dovrebbe consentire al suo proprietario di riportarlo a casa, sanando così l’irregolarità”.
La legge era approdata in Parlamento lo scorso 5 ottobre e tutto lasciava pensare ad un esito positivo. Infatti, recentemente, era stata diffusa la lettera dell’Ambasciata Italiana in Danimarca nella quale si faceva presente che a breve sarebbe stata discussa la legge.

Tuttavia, secondo le indiscrezioni, il Parlamento danese non intende votare la “Legge Iceberg” e la povera dolce dogo argentino resterà sotto sequestro.

“Ingiusto e incomprensibile l’atteggiamento del Parlamento della Danimarca sul caso del cane Iceberg. Oggi, dopo molti mesi dall’inizio del caso, i parlamentari di Copenaghen non hanno votato il provvedimento libera-Iceberg proposto dal ministro competente, provvedimento che avrebbe consentito, con una piccolissima modifica della legge esistente, la liberazione del cane e il suo ritorno immediato in Italia. Oggi tutti noi  aspettavamo dopo mesi una buona notizia, un atto di buonsenso, di distensione e di giustizia. Non è arrivata”, ha dichiarato Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa.

Stando a quanto viene reso noto, il Parlamento danese, non intende applicare l’iter d’urgenza e la legge seguirà pertanto un percorso ordinario. Ovvero come viene spiegato, le modifiche saranno presentate in aula e dovranno essere votate almeno tre volte nei prossimi trenta giorni. In base alle previsioni, se la legge sarà approvata, il cane forse potrà tornare in libertà nel periodo Natalizio.

Rammarico da parte di Enpa che in questi mesi si era impegnata per far liberare quanto prima Iceberg e riportarla in Italia.

Quando le leggi sono contro i sentimenti umani

“Non possiamo far altro che ripartire con una azione internazionale di forte pressione, questa volta sul Parlamento danese, potendo certamente contare sull’appoggio e sulla sensibilità di migliaia e migliaia di persone che non ammettono il concetto di pericolosità della razza e che chiedono solo di far tornare Iceberg in Italia. Iceberg resta ostaggio”, ha concluso il presidente Enpa.

Si tratta di un caso davvero lampante che dimostra l’incongruenza di un sistema che non tutela le persone, la dignità degli animali e i sentimenti umani. Un caso che di sicuro impone una riflessione sul significato delle leggi e del diritto delle persone. Il cane è stato introdotto legalmente. Lo stato danese ha sbagliato e come sempre, non può essere un animale innocente a rimetterci.

C.D.