Home News Il “cane più triste del mondo”: abbandonata per due volte, rischiava l’eutanasia

Il “cane più triste del mondo”: abbandonata per due volte, rischiava l’eutanasia

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Ha fatto il giro del mondo, la storia di Lana una labrador abbandonata per ben due volte al canile che rischiava l’eutanasia. Dopo il primo abbandono, l’appello di Lana ha iniziato a circolare in rete e molti utenti, presi a compassione presentarono una richiesta di adozione. Quella che sembrava la famiglia perfetta in realtà, a distanza di diversi mesi, si è di nuovo liberata di Lana, sostenendo che il cane era difficile e che non aveva il carattere giusto in quanto non si prestava volentieri alle effusioni di affetto, alle carezze sulla pancia e al gioco.
In realtà, Lana, pur appartenendo ad una razza docile, ha anche un suo carattere e molto probabilmente dopo l’esperienza negativa dell’abbandono, necessitava acquisire fiducia all’interno di un nuovo nucleo famigliare.

Lana venne riportata in canile e questa volta rischiava di essere soppressa. Per lei è stato lanciato un nuovo appello straziante in rete per farla adottare entro il 16 maggio, data nella quale era stata fissata l’eutanasia. Fortunatamente, i volontari di Rescue Dog Match sono riusciti a trovare una nuova famiglia per lei, spiegando che era un esemplare che aveva bisogno di vivere all’aperto. Una famiglia dell’Ontario con un’azienda agricola si è così offerta di adottarla e dopo un controllo veterinario, Lana è stata finalmente trasferita nella sua nuova casa.

Dagli aggiornamenti pubblicati dalla famiglia adottante, si apprende che la dolce Lana è ancora in una fase di adattamento ma che fin dal suo arrivo è sembrata trovarsi bene nell’ambiente. Purtroppo può capitare che i volontari sbaglino nelle adozioni ma quello che sconcerta e che in parte provoca rammarico è che si possa arrivare ad abbandonare un animale conoscendo il suo passato e la sua sofferenza, senza considerare i suoi sentimenti. Sembra difficile far capire alle persone che gli animali sono essere senzienti e che provano dolore e affetti al pari degli umani. Ancora oggi, la maggiora parte degli individui li considerano come oggetti o peggio ancora dei pupazzi che devono obbedire e giocare. Ma come ogni essere viventi che si rispetti, anche un cane ha un suo carattere e va pertanto rispetto.

Lana in viaggio

Lana dal veterinario, verso la libertà