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Il “no” agli allevamenti intensivi che parte da mille chilometri sugli sci

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:35
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Il giro delle Alpi, un messaggio importante trasmesso sugli sci. Protagoniste due donne che si oppongono agli allevamenti intensivi

Cagnolino nella neve (Foto Pixabay)
Cagnolino nella neve (Foto Pixabay)

Sfidare il gelo per un solo obiettivo: sensibilizzare le persone sulle condizioni in cui vivono gli animali da macello. Una marcia lunga 1000 chilometri da effettuare in 35 giorni. Il suo nome è “Skiing for pigs challenge” e ha due protagoniste, Eleonora Orlandi, pilota d’aereo nata a Venezia, ed Esther Kef nata in Olanda. Le due avventuriere cominceranno la missione il 26 gennaio dalle Alpi marittime. Con entusiasmo attraverseranno le piste della Valle d’Aosta, del Piemonte, della Lombardia e del Veneto.

Il giro delle Alpi, un “no” diverso contro i maltrattamenti

Uomo e maialino (Foto Pixabay)
Uomo e maialino (Foto Pixabay)

La destinazione finale di tale iter sarà Santa Caterina Valfurva il 20 febbraio. “Lo scopo di questo ski challenge (che non è mai stato fatto) è quello di informare il pubblico sul problema di milioni di maiali che non vedono mai la luce del giorno. Per questo motivo, il “peluche” Mirko a forma di maiale, è diventato la nostra mascotte e ci accompagnerà lungo tutti i 1000 chilometri in qualsiasi condizione di tempo per dimostrare che i maiali hanno bisogno di aria fresca” ha detto Eleonora.

L’idea è nata osservando le tematiche trattate dalla Onlus “House of animals”, una sorta di agenzia come “l’Ansa” dove Eleonora lavora.

Non siamo fanatiche, ma ci sta a cuore il maiale, animale molto intelligente che è fra quelli trattati peggio al mondo, soprattutto in Olanda. Non desideriamo che gli uomini debbano diventare vegetariani ma maggiore dignità. Il nostro scopo è quello di far riflettere la gente e vogliamo portare il nostro messaggio sulle piste da sci. Poi, a questo obiettivo si aggiunge quello di raccogliere fondi (10 euro ogni Km) per poter girare, con l’ausilio di “House of animals”, un documentario sulla vita dei maiali. Lo facciamo per una cosa giusta.”

L’impresa delle due donne è unica nel loro genere ed è la prima volta che viene compiuta. Ci auguriamo che abbia un seguito e che abbia successo la raccolta fondi per la costruzione del documentario.

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B.F.

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