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Il preside ordinava di seppellire vivi i randagi nel cortile della sua scuola

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Una delle storie più assurde che si sono registrate in tema di crudeltà nei riguardi degli animali che troppe volte vengono considerati oggetti e non esseri viventi. L’orrore si è perpetrato in una scuola secondaria, la Luhlaza Secondary School a Cape Town, in Sud Africa, dove il preside faceva seppellire vivi i cani randagi nel cortile della struttura scolastica.

In alcuni paesi, il fenomeno del randagismo è molto diffuso e spesso gli stessi governi usano pratiche terrificanti per risolvere il problema come in Pakistan dove a Karachi in alcuni periodi per contenere i randagi vengono effettuate delle stragi di massa e migliaia di cani muoiono dopo atroci sofferenze. Ecco perché la modalità del preside sudafricano s’inserisce in un contesto piuttosto diffuso che non tiene conto della vita di un essere vivente.

Ma c’è stata una volta, nel lontano 2011, che il preside ha fallito grazie ad una cagnolina randagia, con gli arti posteriori paralizzati che si trascinava a malapena per le strade alla ricerca di cibo. Un giorno, la dolce esemplare chiamata Lily arrivò nei pressi della scuola e come suo solito, il preside ordinò ai bidelli di seppellirla nel cortile. Quella volta il gesto non passò inosservato e il cuoco della cucina si accorse dell’orrore che era stato commesso, adoperandosi a segnalare immediatamente il caso all’associazione locale di tutela animali, la Mdzananda Animal Clinic. Sul posto sono intervenuti gli operatori che hanno constatato il fatto, provvedendo immediatamente a recuperare Lily, rimasta sepolta per almeno una ventina di minuti e a trasferirla presso la clinica veterinaria per accertare le sue condizioni.

Lily aveva una paralisi provocata da un danno alla spina dorsale che con il tempo è stato curato e a distanza di anni, la piccola Lily è tornata a muovere i posteriori.

Grazie a donazioni, la vita di questa cagnolina è stata tutelata mentre parallelamente è era stata avvita una petizione per renderle giustizia e venne presentata una denuncia contro i bidelli e lo stesso preside della scuola. I bidelli sono stati arrestati per crudeltà sugli animali, mentre a distanza di diversi anni, nel marzo del 2015, si è aperto il processo a carico del preside della scuola, Manono Makhaphela per il quale si attende ancora una condanna.

La dolce Lily è stata invece adottata dalla giornalista Helen Walne, che si è sempre battuta per i diritti degli animali in Sud Africa e rendere giustizia alla piccola Lily.