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Investì un cane nel 2011 e non lo soccorse: ora è stato condannato

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cane

Da tempo gli animalisti ed anche alcune celebrità si battono per richiedere un inasprimento delle pene nei riguardi di chi si macchia di comportamenti che generano dolo nei confronti di cani, gatti e non solo. Il maltrattamento di animali rappresenta un qualcosa di odioso e criminale, che però sembra non essere ancora punito adeguatamente. Almeno capita di scoprire notizie come la seguente, che rappresentano comunque un qualcosa di per se positivo allo scopo di punire chi fa del male a degli essere indifesi. Un giudice ha condannato un uomo per non aver soccorso un cagnolino che aveva investito col proprio furgone. Il fatto accadde nel corso del 2011 in provincia di Viterbo. A distanza di anni ora è arrivata la sentenza che ha accettato la richiesta di risarcimento danni avanzata a suo tempo dal padrone dell’animaletto.

Questi si era rivolto dapprima al Giudice di Pace e poi al tribunale civile. A buttare sotto Joe, questo il nome del povero cane, fu una persona alla guida di un furgone. Ed ora questi dovrà pagare ben 5800 euro di danni morali. La sentenza però è destinata a fare storia per un motivo ben preciso. Stando a quanto riportato dall’articolo 816 del codice civile gli animali sono beni mobili. Ma il giudice ha fatto riferimenti a quanto stabilito all’interno dei trattati di Lisbona. Qui gli animali vengono infatti considerati degli esseri senzienti. Nella motivazione rilasciata da tribunale si apprende che la tesi dell’uomo che aveva investito il canenon è stata ritenuta valida proprio per questo motivo. Perciò la somma stabilita come titolo di risarcimento raggiunge anche un valore più considerevole che simbolico.

Investì cane, condannato 6 anni dopo

E nei giorni scorsi sempre un tribunale ha condannato una donna per un fatto avvenuto ben tre anni fa. La vicenda era accaduto a Chieti nel 2014, ed un giudice a Chieti ha adesso formalmente condannato una donna, ritenuta colpevole di aver abbandonato il proprio cane. La sentenza è giunta per la precisione lo scorso 28 settembre. Generando immediata soddisfazione in LIDA, Lega Italiana Diritti dell’Animale. I giudici hanno fatto riferimento nello specifico all’articolo 727 del codice penale. Il procedimento a carico dell’imputata ha visto anche una sanzione pecuniaria. La colpevole dovrà versare pure un pagamento di una multa di mille euro, oltre al risarcimento di altri 500 euro a LIDA, che si era costituita parte civile nel processo. In più la donna dovrà anche sostenere le spese processuali.

A.P.