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Isole Faroe: le condanne agli attivisti e le proteste delle compagnie navali

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Una tradizione crudele che solleva l’indignazione internazionale ma che nonostante le petizione e proteste continua ad essere rinnovata ogni anno. Si tratta del massacro dei delfini alle isole Faroe del Regno Unito di Danimarca dove alcune delle più belle baie si coloro di rosso, nel periodo in cui viene perpetrata la mattanza anche davanti agli occhi dei bambini che vengono portati dalle famiglie per assistere allo spettacolo.

Nell’arco di questo periodo vi è stata un’accesa protesta degli attivisti dell’associazione Sea Shepherd, per cui sono state arrestate sette persone, tra le quali una volontaria italiana, un cittadino inglese, un Olandese, un Tedesco e un americano.

Secondo quanto riferisce la Sea Shepherd in questi ultimi giorni sono stati uccisi tra i 100 e i 150 delfini Globicefalo, successivamente macellati.

Lo scorso 7 agosto si è svolto il processo in un tribunale delle Isole Faore contro i sette attivisti fermati il 22 e 23 luglio, ritenuti tutti colpevoli di aver interferito nel massacro di oltre 250 Globicefali sulle spiagge di Bøur e Torshavn, il 23 luglio. Tra i condannati anche una volontaria italiana, Marianna Baldo, 44 anni di Vicenza, laureata in Scienze Naturali, che stava ricoprendo il ruolo di fotografa a bordo della Brigitte Bardot e che, con il suo collega francese Xavier Figarella, è stata arrestata mentre stavano documentando il massacro di Bøur.

Marianna e il suo collega “sono stati condannati al pagamento di una sanzione amministrativa di 30.000 corone faroesi (circa 4.020 euro) o, in alternava, a 14 giorni di carcere. Anche gli altri volontari sono stati condannati al pagamento di sanzioni amministrative o al carcere”. Mentre  la Sea Shepherd Global è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa di 75.000 corone faroesi (circa 10.050 euro) per aver provocato gli incidenti che hanno portato agli arresti dei propri membri di equipaggio.

Dal canto suo la Sea Shepherd ha annunciato di ricorrere in appello “perché non riconosce la legge che in Danimarca viola le normative europee sui cetacei”, sottolineando che “il massacro dei cetacei è proibito in tutta l’Unione europea, inclusa la Danimarca, in conformità con l’Appendice II della Convenzione relativa alla Conservazione della Vita Selvatica e dell’Ambiente Naturale (Convenzione di Berna). Tuttavia – prosegue l’associazione-, nelle Isole Faroe, il massacro di globicefali e altri piccoli cetacei continua con l’assistenza delle forze di polizia danese, della Marina Militare e del governo danese”.

In attesa dello sviluppo dell’appello, i volontari dovranno restare sul posto, a bordo della Brigitte Bardot. Ai condannati sono stati sequestrati loro i passaporti e le attrezzature, compresa la macchina fotografica.

Ma dalla parte degli ambientalisti e animalisti si sono schierate anche due compagnie navali tedesche, la Aida e l’Hapag-Lloyd che hanno annunciato, lo scorso 10 agosto, di annullare le crociere nelle Isole Faroe, come forma di protesta alla caccia e al massacro dei globicefali nell’arcipelago.

“Nell’interesse dei nostri equipaggi e dei nostri ospiti, come anche per ragioni legate alla protezione della specie, Aida Cruises ha deciso di annullare gli scali nelle Isole Faroe fino a nuova decisione”, ha reso noto Monika Griefahn, direttore per l’Ambiente e la Comunità a capo del settore Sostenibilità di Aida, annunciando che l’azienda ha deciso di modificare le rotte delle proprie crociere e farà scalo nel Porto di Kirkvall, alle Isole Orcadi (Scozia) in alternativa al Porto di Klaksvík, nelle Isole Faroe.

Già nel 2013, l’Aida aveva inviato una lettera aperta al Primo Ministro delle Isole Faroe, condannando la tradizione del massacro dei delfini.