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La coccinella porta fortuna, da dove trae origine tale definizione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15
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La coccinella porta fortuna, un animaletto protagonista di varie leggende che spiegano l’origine della denominazione che le è stata conferita

La bellezza della coccinella (Foto pixabay)
La bellezza della coccinella (Foto Pixabay)

Tutti sanno che la coccinella è il classico animaletto porta fortuna. Il simpatico insetto a pois, da sempre ammirato da adulti e bambini contiene una spiegazione sul suo famoso detto del messaggero di felicità. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

La coccinella porta fortuna, le origini leggendarie della sua denominazione 

la coccinella nella corolla del fiore (Foto Pixabay)
la coccinella nella corolla del fiore (Foto Pixabay)

La leggenda è nata dalla Dea Lucina, la cosiddetta dea della luce, identificata come Giunone per i Romani che rappresenta la Dea dell’amore e della Bellezza. Tali valori vengono celebrati dal colore rosso, simbolo della vittoria sui nemici e sulle malattie poiché nei tempi antichi i medici facevano indossare vesti rosse ai malati di reumatismi. Significativa è anche la presenza del numero sette, celebrato dalla presenza dei puntini neri sul dorso della coccinella, indice dei mesi nei quali la dea bendata bacerà i più fortunati che si classifica anche come un indizio di arrivo di denaro. Solitamente, la fortuna è maggiore se l’insetto si posa su di noi per una durata di 22 secondi. Tuttavia, a tali  leggende materialiste, si uniscono le leggende popolari legate alla celebrazione religiosa come il colore dell’abbigliamento della Madonna che era simile all’aspetto fisico della coccinella. Alcune leggende popolari narrano che la Madonna fosse vestita in alcune occasioni con un mantello rosso e sette puntini, abbigliamento che richiama la coccinella più comune. Nello specifico, i puntini rappresentano le gioie e di dolori. Sempre in relazione all’ambito religioso, la coccinella può anche riferirsi al Signore, chiamata anche scarabeo della Madonna o la gallinella del Signore.

Nel Medioevo, un’altra leggenda creata dai contadini tedeschi e inglesi fece credere che la coccinella  fosse un regalo della Santa Maria contro l’enigma degli afidi, ossia le piaghe delle piante da frutto, ribattezzandolo “il coleottero della Maria”. Sulle medesime orme italiane, anche in Francia è denominata “la bestiola del Signore”.

La concezione secondo la quale porti fortuna non è l’unica in Italia perché è diffusa anche in altre Nazioni. Il suo significato letterale di insetto porta fortuna è diffuso in Turchia. Anche in Finlandia, il suo significato simbolico è legato alla tradizione religiosa in quanto viene classificato come “insetto di Maria”. In Inghilterra viene classificato come “insetto della donna” e in russo è denominata “femmina del Signore”. Intorno alla sua figura nacque anche la leggenda sui suoi sette punti neri che spiega da dove essi abbiano tratto origine.

La leggenda dei sette punti neri 

La coccinella su foglie di rugiada (Foto Pixabay)
La coccinella su foglie di rugiada (Foto Pixabay)

Tutto ebbe inizio quando la Terra era governata da un essere gigantesco di nome Urunti che aveva il compito di mantenere la giustizia sull’intero pianeta. Durante quell’epoca ancora non esisteva la morte e tutti avevano la possibilità  di vivere in eterno. Un giorno però, tutto cominciò a cambiare. Urunti fece una passeggiata nel giardino fiorito e dopo aver accarezzato una rosa, si ferì una mano. A quel punto, una goccia di sangue bagnò il terreno ma perse vitalità e cominciò a camminare. Da lì, si creò una nuova creatura rossa dotata di sei piccole zampe nere che Urunti portò con sé a conoscere il mondo. Nel corso del suo percorso notò molte cose che non le piacevano e per questo rivolse la richiesta ad Urunti di disegnarle delle piccole macchie nere sul dorso, in segno di ogni ingiustizia che aveva osservato. la creatura mostruosa rimase sorpresa dalla sua richiesta e, a sua volta, chiese cosa potesse fare per mantenere la giustizia. Ilo suo desiderio fu il seguente: “Permetti anche ad altre creature di vedere tale mondo e fai in modo che agli animali feriti, possano riposare“.

Tuttavia, l’uomo non era a conoscenza di cosa fosse la morte e allora la coccinella, al fine di insegnarglielo, si punse con la stessa spina che aveva punto Urunti. A partire da quel giorno, Urunti inserì la morte e la nascita nel mondo e alla fine, si addormentò per sempre accanto alla sua amica a pois.

Leggende importanti che illustrano come gli animali riescano a comprendere tutto quello che accade nel mondo.

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Benedicta Felice