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La vita di un cucciolo di leone destinato a diventare trofeo di caccia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:19
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La vita di un cucciolo di leone sfruttato per il turismo

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Ci sono persone che pagano per uccidere un esemplare raro, minacciato d’estinzione. Leoni, elefanti, rinoceronti, giraffe e molte altre specie considerate grossi trofei da affiggere in casa al termine di una vacanza.

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Trofei che hanno un costo piuttosto elevato e che hanno un giro d’affare milionario. Strutture organizzate per accogliere i turisti, personale qualificato per la caccia, tour operator che promuovono il settore. Un valore aggiunto per molti governi.

A questo fenomeno si aggiunge il fascino dell’esotico. La passeggiata in sella di cammello o di un elefante, lo scatto fotografico al fianco di una tigre o di un coccodrillo. Una vita preziosa barattata per il brivido di una vacanza, un capriccio futile con il quale saziare la superficialità.

Sul tema ha di nuovo accesso i riflettori la fondazione Born Free, lanciando una campagna con uno spot promozionale straziante, intitolato “Il cerchio della vita” contro l’allevamento in cattività dei grandi felini a scopo di lucro, per i cacciatori di trofei.

Si tratta di una pratica legale e redditizia in Sudafrica non solo per gli operatori ma per lo stesso settore del turismo nel paese.

Secondo i dati forniti dall’organizzazione, oltre 8.000 leoni, altri predatori e prede sono allevati ogni anno in cattività, in circa 250 strutture.

Ad ogni tappa della vita di questi animali vi è uno sfruttamento così come in diversi settori, non solo nel turismo.

  • animali recuperati nei centri di recupero. Cuccioli allevati in cattività con la “falsa speranza” di rimettere in libertà l’esemplare nel nome della preservazione della specie;
  • Cuccioli catturati per alimentare il desiderio di uno scatto fotografico dei turisti;
  • cuccioli allevati in centri riservati per la caccia ai trofei.

Quello che denuncia la Born Free Foundation è che molti di questi animali, una volta diventati adulti sono destinati a diventare trofei. Vengono riemessi/rivenduti a centri per essere prede dei cacciatori o venduti nel mercato internazionale per gli zoo o strutture turistiche come i centri “safari” in tutto il mondo.

Un circuito del quale in pochi sono a conoscenza. Un “cerchio della vita” che va spezzato.

Recentemente, la Convention on International Trade in Endangered Species (Cites) è riuscita a trovare un accorso per il divieto cattura di elefanti da destinare agli Zoo o ai circhi.

Un piccolo passo in avanti anche se, purtroppo, trattandosi di un settore fiorente, nonostante le pressioni della comunità internazionale, nello specifico, il governo del Sudafrica continua a sostenere queste lobby come molti altri paesi che basano le loro risorse sfruttando la fauna esotica locale.

Firma la petizione, clicca qui: Born Free

 

C.D.

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