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LAV WWF ENPA LIPU Unite contro la riapertura della caccia in Toscana

LAV ENPA WWF LIPU tutte unite per diffidare il presidente della Regione toscana per fare in modo che revochi l’ordinanza n.36 del 14 Aprile 2020.

cinghiai
Cinghiali in strada, la Toscana con l’ordinanza autorizza l’attività venatoria per controllare il territorio

Su sito LAV ( Lega Anti Vivisezione ) si può leggere l’operazione di diffida congiunta che queste associazioni che da sempre si occupano della salute e de benessere degli animali effettuata nei confronti del presidente della toscana che con l’ordinanza numero 36 aveva disposto la possibilità di perseguire e abbattere alcuni esemplari di specie selvatiche.

LAV e le altre associazioni contro il permesso di cacciare in Toscana

Caccia in Toscana
Caccia permessa in toscana le associazioni animaliste difidano il presidente della Toscana (Foto Pixabay)

Questa ordinanza aveva fatto infuriare tutte le persone, non solo quelle contrarie alle attività venatorie ma anche tutte quelle costrette a restare in casa per l’epidemia di Covid-19 che vedrebbero dare il permesso ai cacciatori per uscire e commettere quello che per loro è uno sport ma che è una brutalità senza eguali nei confronti degli animali.

Secondo l’ordinanza infatti alcuni individui avranno la possibilità di effettuare spostamenti:” Sarà consentito lo spostamento delle guardie venatorie volontarie incaricate dalla polizia provinciale di effettuare gli interventi di controllo”

Secondo tutte le associazioni quali LAV (Lega Anti Vivisezione ) ENPA (Ente protezione animali) WWF (World Wildlife Fund “Fondo Mondiale per la Fauna”) LIPU ( Lega Italiana Protezione Uccelli) l’ordinanza è illegittima.

Quest’ultima infatti attribuisce immotivatamente e in modo non supportato da alcuna legge o norma la priorità a servizi assolutamente non indispensabili facendo in modo che i venatori volontari controllino e  uccidano gli animali selvatici.

Secondo le associazioni l’ordinanza è illegittima anche per “la tutela delle culture agricole nonché alla riduzione del potenziale pericolo per la pubblica incolumità e la sicurezza per la circolazione stradale”.

Secondo quanto riportato da LAV infatti la regione toscana non è stata in gradi di dimostrare e di fornire il collegamento “tra abbattimenti in deroga in zone e periodi di divieto ed i paventati danni delle colture agricole”.

Secondo le associazioni manca infatti un motivo essenziale. Attualmente non esiste alcun motivo tale da portare la regione ad avere necessità impellente di attivare attività di controllo faunistico nella regione Toscana,  consentire l’ordinanza sarebbe come ignorare le norme vigenti attualmente sugli spostamenti stabilite a causa dell’emergenza Covid-19.

Secondo Lav e le alte associazioni infatti la regione Toscana non avrebbe un motivo sussistente e un’oggettivo  e una   comprovato impellenza o connessione tra il controllo faunistico e tenere i cittadini al sicuro.

Su sito Lav si legge inoltre :”per quanto attiene alla partecipazione delle guardie venatorie volontarie, questo illegittimo ampliamento risulta ancora più grave e pericoloso per la salute pubblica, nel contesto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, poiché l’Ordinanza autorizza apertamente soggetti, che non ne hanno titolo alcuno, a violare i divieti di spostamento disposti dalle norme attualmente in vigore“.

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L.L.