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Legge sugli animali in Portogallo, porte aperte a cani, gatti & Co. al ristorante

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Legge sugli animali

Una legge sugli animali in Portogallo apporterà presto dei grossi cambiamenti in materia. Cambiamenti che saranno certamente significativi e molto belli. Infatti il ddl in questione farà si che gli stessi animali potranno entrare nei ristoranti del paese tutti i tipi di animali. Poi in alcuni casi sarà a discrezione dei titolari accettarne o meno l’ingresso. Questo per evitare comunque possibili casi di discussioni o liti qualora la cosa dovesse creare disturbo ad altri avventori. La notizia è stata riportata dal giornale lusitano ‘Publico’ e resa nota in Italia dall’esperto giornalista Giovanni Valentini su Twitter. In pratica cani, gatti e non solo potranno stare al seguito dei rispettivi padroni a Lisbona e dintorni. In Italia la legge sugli animali è molto diversa allo stato attuale.

Infatti soltanto i cani sono ammessi nei ristoranti. E neanche in tutti. Lo stesso vale per gli altri luoghi pubblici. A volte è possibile incorrere infatti in un ostracismo spesse volte immotivato contro i quattrozampe. Ad ogni modo anche qui da noi tocca ai titolari di un esercizio prendere una decisione in merito ed accettare o meno potenziali clienti che si presentano all’ingresso con un cane. Per la precisione, la legge sugli animali in Italia permette l’accesso dei cani nei luoghi pubblici. Fanno eccezione quelli dove si lavora a stretto contatto col cibo. Inteso come preparazione, manipolazione, trattamento e conservazione. Difatti spesso di attualità è anche la discussione sulla presenza dei cani nei supermercati.

Legge sugli animali, porte aperte a cani, gatti & Co. al ristorante

La situazione più vicina a quella del Portogallo la troviamo a Torino. qui una ordinanza comunale ha stabilito che i cani devono essere ammessi nei locali pubblici. Fanno eccezione alcune situazioni nelle quali ad esempio permangono improrogabili motivazioni di natura igienico-sanitaria. Comunicate attraverso appositi modalità e con l’affissione della necessaria cartellonistica ed attraverso inoltrata comunicazione scritta all’Ufficio Tutela Animali. Tornando al discorso degli animali rifiutati al supermercato, polemiche erano sorte in seguito al rifiuto del personale e della direzione di un esercizio commerciale di San Fior, in provincia di Treviso, di fare entrare una persona con tanto di cagnolino al seguito.
A.P.