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Liberati gli ultimi due orsi ballerini del Nepal

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Erano gli ultimi due orsi ballerini del Nepal, costretti ad intrattenere il pubblico con una macabra danza. Gli esemplari Rangila di 19 anni e Sridevi, 17 anni, sono stati salvati da un’operazione condotta dall’Istituto Jane Goodall del Nepal, assieme alla World Animal Protection e alla Polizia nepalese.

Quando i soccorritori sono venuti a conoscenza delle condizioni nelle quali vivevano da anni questi due esemplari, non hanno esitato un’istante, avviando un blitz per portarli in salvo.

I proprietari, facevano parte di una comunità di famiglie del Tarai, che si sono sempre guadagnate da vivere con la danza degli orsi, anche se dal 1973, si tratta di uno spettacolo vietato in India. Grazie ad una serie di segnalazioni, le autorità e le organizzazioni animaliste, sono riuscite a localizzare i proprietari, rintracciandoli tramite il loro telefono cellulare.Per controllare gli orsi, vengono usati aghi caldi per perforare il naso e vengono inserite spesse corde

Il blitz è avvenuto nel mese di dicembre e non si è di certo trattato di un’operazione facile, come emerge dalle immagini diffuse dalle mittenti locali. Dopo una lunga trattativa, gli orsi sono stati fortunatamente recuperati dalle organizzazioni e portati a bordo del camion con il quale sono stati trasferiti nella  riserva naturale di Amlekhgunj. ( La pratica un tempo prevalente è stata quasi sradicata dai gruppi di animali selvatici

“Siamo entusiasti del fatto che gli ultimi due … orsi danzanti siano stati salvati dalla loro vita di sofferenza”, ha dichiarato Manoj Gautam del Jane Goodall Institute of Nepal, spiegando che per mettere fine a questa violenza è stato necessario un anno di monitoraggio.

Mary Hutton, fondatrice di Free the Bears, un’organizzazione australiana, ha raccontato che i due orsi furono catturati quando erano cuccioli: “Di solito la madre viene uccisi. Quindi, fin da cuccioli vengono educati ad obbedire”. A questi poveri animali viene poi inserito un anello al naso, perforato da un ago caldo. Poi vengono gestiti con una corda, arrivando ad aggiungere altri fori sul muso se si rivela necessario. Purtroppo, spiegano gli esperti, spesso accade che la ferite non si cicatrizza mai, a causa delle stimolazioni continue.

“Attraverso la punizione e la crudeltà – come ad esempio il trascinare gli orsi sui carboni ardenti – gli esemplari erano addestrati a ballare per i turisti che donano delle piccole somme per l’intrattenimento”, ricorda la Hutton.

Essendo l’unica fonte di guadagno della comunità, spesso, gli orsi che sono allevati in famiglie povere, sopravvivono con pochi pezzi di pane al giorno.

La sig.ra Hutton ha spiegato che i proprietari di orsi vivono per lo più nella stessa povertà, a malapena in grado di nutrire i propri figli, quindi gli orsi vengono solitamente nutriti con pochi pezzi di pane al giorno.

Grazie alle campagne promosse dalle organizzazioni internazionali, negli ultimi quindici anni sono stati liberati ben 600 orsi danzatori.

L’attività non è ancora finita. Infatti, le organizzazioni animaliste, ricordano che ci sono ancora circa 22.000 orsi neri asiatici in gabbia nelle fattorie della bile. Gli orsi sono anche minacciati dai bracconieri e dalla deforestazione.

 

C.D.