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Lo seppelliscono vivo, cane muore dopo pochi giorni: Peta raddoppia ricompensa per individuare il responsabile

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Lo hanno trovato lo scorso 6 giugno, nella contea di DeKalb, nello Stato della Georgia. Il povero esemplare era uno chow chow che avevano sepolto vivo. Il cane è stato individuato casualmente da un residente locale, Eric Purdue il quale ha raccontato ai media di aver scavato per mezzora per poter tirare fuori il cane.

“La sua testa spuntava fuori da un buco. Chi lo ha sepolto ha impiegato molto tempo per scavare la buca. E’ assurdo che qualcuno sia capace d’impiegare così tanto tempo per fare una cosa orribile”, aveva dichiarato il soccorritore.

Il povero animale, una femmina, estremamente provata, è deceduta il giorno successivo al suo ritrovamento, nonostante le cure veterinarie. Secondo quanto ipotizzato, il cane sarebbe stato lasciato in quel luogo per diversi giorni. Era gravemente disidratato e l’unico fattore per il quale era ancora in vita quando è stato trovato è dovuto al fatto che nell’area aveva piovuto. Il cane era troppo disidratato ed è morto per le conseguenze.

Sul caso era stata avviata un’indagine e Peta, l’organizzazione animalista aveva dapprima messo una taglia di 5mila dollari che ha poi raddoppiato, arrivando ad offrire 10mila dollari a chi fornirà informazioni utili ad individuare il responsabile.

“Qualcuno deve per forza sapere da dove proviene quel cane e conoscere chi lo ha seppellito vivo, lasciandolo soffrire di terrore per diversi giorni”, ha dichiarato Colleen O’Brien, vice presidente di Peta, lanciando l’appello.

Casi simili sono stati registrati in diversi paesi tra cui un caso accaduto nel 2016 che aveva scosso la Francia al quale era seguita un’altra vicenda nel mese di gennaio 2017. Di fronte a crudeltà di questo tipo, come emerge dal cane sepolto vivo in Inghilterra e per il quale si è aperto il processo a carico del padrone,  la domanda che sorge spontanea è come si fa a premeditare una violenza così contro esseri indifesi, incapaci di ribellarsi, condannandoli ad una morte atroce. Azioni riconducibili a persone malate che fanno capire non solo l’orrore commesso nei confronti di un animale ma soprattutto la pericolosità di questi individui il cui profilo psicologico appartiene senza ombra di dubbio ad uno psicopatico che di certo non si ferma e potrebbe arrivare anche a colpire le persone.