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Lo volevano sopprimere perché ibrido: scagionato dal test del Dna

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Una vicenda di oltreoceano che ci ha tenuti con il fiato sospeso non solo per l’ingiustizia perpetrata ma soprattutto per il rischio che un cane anziano e molto amato dalla sua famiglia finisse per essere soppresso. Purtroppo si tratta delle incongruenze di un sistema quello che applica la legge senza considerare il particolare. Come ad esempio il divieto delle razze pericolose che comporta una generalizzazione senza soffermarsi sul carattere del cane o sulla responsabilità del proprietario. E così capita che in alcuni paesi, dal giorno all’indomani sia vietata una razza e i proprietari devono separarsi dei loro compagni a 4zampe che magari hanno custodito per anni. Una cosa orribile che non tiene conto dei sentimenti né tanto meno del benessere animale.

In questo scenario, ci sono situazioni particolari, come ad esempio quello delle razze ibride con il lupo anche in questo caso, molte non sono né riconosciute dalla federazione Cinologica internazionale (FCI) oppure sono vietate. Può capitare che vi siano degli incroci coni randagi che finiscono poi in un canile. Se non vengono accertate le origini in base a delle analisi del Dna è davvero difficile accorgersi dell’incrocio. Questo elemento potrebbe essere proprio all’origine di un caso riscontrato negli Stati Uniti e del quale avevamo parlato in un precedente articolo.

Un anziano cane di nome Capone, sfuggito dal giardino venne recuperato dalla Animal Control, ad Aurara nel Colorado, ovvero il canile Municipale. Quando i padroni sono andati a recuperarlo, gli operatori si sono rifiutati di consegnare l’animale ai proprietari perché l’animale era sospettato essere un ibrido e rischiava di essere soppresso, nonostante avesse un carattere molto docile anche con i bambini.

Fortunatamente, a distanza di due settimane, il test del Dna, richiesto dai proprietari, ha scagionato Capone che non è risultato un ibrido. L’anziano cane è così potuto tornare al fianco dei suoi amati proprietari.