Home News M49 è di nuovo in fuga, il Ministro: “deve continuare a vivere”

M49 è di nuovo in fuga, il Ministro: “deve continuare a vivere”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:52
CONDIVIDI

M49 è di nuovo fuggito in libertà come successe esattamente un anno fa a Luglio 2019. Si fa molto acceso il dibattito su come sia meglio intervenire per la sicurezza di tutti. Il Ministro Costa vuole assolutamente tutelare la salute e la vita di Papillon (come lo ha ribattezzato lui stesso) e anche l’ex ministro del governo Berlusconi Michela Brambilla e della stessa idea. Stona invece la posizione di Coldiretti che vede in M49 una minaccia pericolosissima per tutti.

m49
(Foto dal Web)

M49, il Ministro Costa: “ha il diritto di vivere”

La seconda fuga in libertà dell’orso M49, in arte Papillon (soprannome che gli è stato coniato proprio dal Ministro dell’ambiente Costa) trova il modo di far ancora parlare di se. Come? semplice, fuggendo di nuovo da quella che non sente affatto come la sua casa ma bensì come una vera e propria prigione, ovvero il Centro faunistico del Casteller, nel sud di Trento, dove era stato rinchiuso dopo la prima fuga, e la faticosa cattura. Il mondo del web, della politica, e non solo, si divide su come sia meglio intervenire a tutela della salute di tutti, in primis anche di Papillon.

In primis ce la posizione del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che sottolinea come M49 abbia tutto il diritto di continuare a vivere libero e senza che nessuno osi ledere la sua incolumità: “Ogni animale deve essere libero di vivere in base alla sua natura. Papillon ha il radio collare e quindi è rintracciabile facilmente: non ha mai fatto male a nessuno, solo danni materiali facilmente rimborsabili” a chiosa del suo pensiero il Ministro è chiarissimo: “non deve essere rinchiuso e assolutamente non abbattuto. Papillon deve continuare a vivere”

La politica si divide su come intervenire

cattura orso trento
(Foto dal Web)

Il mondo della politica è diviso su come sia meglio intervenire per dirimere, di nuovo, l’annosa questione. Michela Brambilla, ministra ai tempi del governo Berlusconi, e fervente difensore degli animali, tanto da essere la fondatrice e presidentessa della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente tuona perentoria: “Il presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti non si azzardi a toccare M49, reo soltanto di amare la libertà (come tutti noi). Basta con atteggiamenti, e una politica, da Rambo, che disgustano gli italiani e non risolvono i problemi”

Anche i Verdi si schierano a difesa dell’animale e si dicono: “contrari a qualsiasi azione che possa mettere a rischio l’incolumità di M49”. L’unica voce fuori dal coro è quella di Coldiretti, che sottolinea come M49 si sia reso protagonista di 44 attacchi, con l’uccisione di 40 tra cavalli, galline e mucche, e che la situazione sia arrivata ad essere totalmente insostenibile.

La nostra unica speranza è che, come troppo spesso accade, a pagare le spese di questa situazione non sia il povero Papillon, che l’unica cosa che cerca e il suo spazio naturale, come ogni animale che si rispetti farebbe.