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Maltrattamenti: cani tolti ai nuovi proprietari e ridati al loro carnefice

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:16
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Maltrattamenti sugli animali in Italia: il colpevole del reato rivuole indietro i cani, affidati da anni a famiglie amorevoli: un caso di malagiustizia.

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Maltrattamenti sui cani: giustizia non è stata fatta (Foto TOrange)

8 anni fa ad un allevatore della provincia di Bergamo sono stati sequestrati 7 cani dalla Polizia Provinciale di competenza. I cani salvati dal comando di Monza e Brianza sono stati poi affidati all’Ente nazionale protezione animali Enpa e da questo ricollocati presso dei nuovi proprietari più amorevoli.

Fin qui questa sembra una “normale” storia di maltrattamenti sugli animali finita però con un riscatto per i poveri animali e con la punizione per chi ha commesso il reato ma non è così. Il tribunale di Monza ha infatti, dopo otto lunghi anni, deciso di restituire i cani al proprietario.

Maltrattamenti sugli animali in Italia: il vecchio proprietario prosciolto dal reato rivuole indietro i cani

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Per questi animali vittime del reato di maltrattamenti in Italia non ci sarà un lieto fine (Foto Pixabay)

Questo significa forse che l’uomo era innocente e avrà quindi i suoi amati animali con sé? Non proprio. Claudio Vigani, 62 anni, non è stato ritenuto innocente del reato di maltrattamento sugli animali (gli era stata contestata anche la truffa) ma è stato graziato dalla lentezza del nostro sistema giudiziario. Infatti è intervenuta la prescrizione e l’uomo, grazie anche ai vari cambi di giudice, non è stato condannato.

Di fatto Vigani è ancora il proprietario degli animali e non gli possono venire sequestrati. L’uomo non solo è stato graziato grazie al nostro malato sistema giudiziario ma rivuole indietro i cani. Questi, che non sono più dei cuccioli ma degli animali adulti, hanno delle nuove famiglie per le quali la notizia è stata una doccia fredda.

Dario Maggioni e sua moglie Paola Di Claudio non hanno intenzione di lasciarsi portare via facilmente Thor mentre Giorgia Viscardi riporta come Priscilla al suo arrivo in casa fosse una cucciola traumatizzata.

Da un lato la lentezza del nostro sistema giudiziario, dall’altro le pene blande per chi maltratta gli animali. Noi di Amore a Quattro Zampe continuiamo a sostenere chi manifesta, in piazza e online, per chiedere pene più severe. Perché indignarsi è nobile ma non basta. Firma la petizione per chiedere condanne più severe.

Fonte della notizia: Corriere della Sera

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T.F.

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