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Maltrattamento animali, se li compi hai grosse probabilità di essere un serial killer

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maltrattamenti animali
Maltrattamenti animali e serial killer, il legame è stato confermato © Getty Images

Esiste un forte nesso tra la figura del serial killer ed i maltrattamenti animali.

È stato confermato il legame tra l’essere serial killer ed la difficile convivenza con gli animali da parte di chi mostra comportamenti sociopatici e di estrema pericolosità. Negli Stati Uniti si è deciso di scavare a fondo nel passato di diversi autori di stragi avvenute in tempi recenti. Da quelle parti è molto semplice purtroppo appropriarsi di armi da fuoco e dare sfogo a tutta la propria follia. E si è scoperto che praticamente tutti questi colpevoli si erano resi protagonisti di sevizie, torture e maltrattamento animali. Al punto che in circa undici stati americani si è scelto di dare il via all’attuazione di un registro che si prefigge di proteggere cani, gatti e non solo.

Le autorità statunitensi confermano che gli abusi sugli animali rappresentano una sorta di spia contro possibile stragi future. Cosa confermata anche dal senatore repubblicano Jim Tedisco. Molti serial killer di massa si divertivano o si esercitavano a sparare a piccoli esserini indifesi. Il registro, accompagnato da un apposito decreto legge, prenderà nota delle persone responsabili di maltrattamenti animali. E vieterà loro di poterne adottare di nuovi, qualora la loro colpevolezza dovesse essere confermata. È esattamente quanto avviene per i crimini a sfondo sessuale.

Maltrattamenti animali, compierli significa spesso mostrare la tendenza ad atteggiamenti molto pericolosi per gli altri

In tal modo si intende porre l’accento sull’importanza della prevenzione. I provvedimenti più lievi prevedono delle multe pesanti, ma si può arrivare in breve tempo all’arresto. Ed anche chi si macchia di complicità finirà senza appello sul registro. Ma serve un inasprimento delle pene ed anche una legge apposita, come sottolinea la Humane Society di Nassau. “Altrimenti anche per coloro che finiranno su questo registro pro-animali sarà facile cambiare stato o semplicemente contea ed entrare in possesso di un cane o altro per i loro biechi scopi”.

Questo provvedimento, pur sembrando di primo acchito molto buono, non è però visto di buon occhio da molti altri animalisti, che ne contestano un presunto utilizzo limitato. Inoltre i casi di maltrattamenti animali sono molto più diffusi di quanto questo provvedimento lasci intendere. Come esempio viene preso quanto avvenuto in Tennessee, dove, dopo due anni di applicazione in via sperimentale, ci sono state soltanto 12 persone incluse in questo database per crimini contro gli animali.

A.P.