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Maltrattamento animali, LAV: “Casi in aumento, c’entra anche la criminalità”

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Gli episodi di maltrattamento animali sono in aumento in Italia: lo afferma la LAV

I fenomeni di maltrattamento animali sono in aumento in Italia: spesso c’è la mano del crimine organizzato, ma anche ignoranza ed insensibilità la fanno da padrone.

L’Osservatorio Zoomafia della Lav ha diffuso dei dati preoccupanti in merito al Rapporto Zoomafia 2018. Si tratta di un rapporto che ha ottenuto il patrocinio dell’Arma dei Carabinieri e che, alla sua 19/a edizione, rende in maniera esplicita quanto sia diventato preoccupante il fenomeno dei maltrattamenti animali e dello sfruttamento degli stessi. Negli ultimi anni questi tristi eventi sono vertiginosamente schizzati verso l’alto, e riguarda anche la capacità del crimine organizzato di riuscire ad insidiarsi in ambiti che riguardano la presenza e l’utilizzo di animali.

Il tutto naturalmente per ottenere dei guadagni illeciti. Si va dal traffico illegale di cuccioli alla gestione altrettanto al di là della legge di canili e strutture simili, oltre al controllo degli allevamenti senza le necessarie condizioni di sicurezza e di tutela degli animali coinvolti, come stabilito dalle norme vigenti. Poi non mancano reati legati ad avvenimenti più particolari, come le corse clandestine di cani e cavalli o il combattimento di quattrozampe e di galli.

Maltrattamento animali, malavita ed ignoranza le cause

In generale, rispetto al 2017, già adesso, quando siamo a poco oltre la metà del 2018, si registra un aumento dei crimini a tema animali. Paradossalmente, cala anche se di pochissimo, la percentuale legata al numero di indagati. Le stime indicano poi che nel 2017 veniva aperta una indagine relativa per 26 volte al giorno. Ma soltanto un numero inferiore al 30% dei processi aperti giungeva ad un epilogo. E poi è sempre presente in tutto questo anche l’odioso fenomeno del bracconaggio, che vede in particolare nel territorio del Bresciano la sua zona di maggiore concentrazione.

Il reato di maltrattamento animali in generale è stato quello più dichiarato, con 2657 casi. Nella maggior parte di essi sono incorsi fenomeni di natura delinquenziale allo scopo di ottenere guadagni illeciti. Ma anche l’ignoranza, la crudeltà e la totale insensibilità verso il rispetto della vita di altri esserei la fa da padrone. In quest’altro senso non mancano episodi nei quali ad esempio gli animali, spesso soltanto dei cuccioli, vengono abbandonati nella spazzatura. O gettati in autostrada. oppure addirittura da ponti, senza che chi fa questo si interessi di ucciderli in maniera cruenta. Per combattere tutto questo servono pene adeguate. Ed anche una campagna di informazione potenziata, conclude la Lav.

A.P.