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Una moda orrenda: formiche vive nelle unghie rifatte – VIDEO

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formiche vive
(Instagram)

Da Mosca, arriva una moda orrenda portata avanti dalle amanti della nail art: formiche vive nelle unghie rifatte, alcuni video mostrano il processo.

Preparati a scuotere la testa incredulo e molto probabilmente disgustato da questo salone di bellezza. C’è sicuramente dell’eccentrico e stravagante là fuori nel mondo della manicure; si va dai pettini in miniatura, alle unghie che sembrano piedi e persino hot dog (con senape). Ma questo sicura qualsiasi immaginazione. Un salone di manicure con base a Mosca è stato preso di mira per l’utilizzo di “formiche vive”. Secondo Nail Sunny Instagram, si potrebbe dire che il salone abbia portato l’arte troppo lontano.

Proteste per l’utilizzo di formiche vive nella manicure

Ma forse questo è un modo per dire che usare le formiche vive è crudeltà sugli animali, fatto sta che l’intera campagna per adornare la punta delle dita con formiche in movimento non è piaciuta troppo alle appassionate di unghie rifatte. Alcuni video pubblicati su Instagram mostrano come le formiche sono ancora vive dopo che sono state rilasciate dalle punte delle unghie. Ma anche le amanti più estreme della nail art hanno mostrato riluttanza per questa “tendenza”.

“Buon Dio, perché farlo in primo luogo?”, chiede qualcuno. Un altro utente aggiunge: “È crudeltà sugli animali. Stanno soffrendo”. Poi ancora: “Questo è assolutamente disgustoso”. C’è poi chi osserva che le formiche sono state portate via dalla loro colonia e ora una volta rientrate saranno rifiutate perché puzzano di acetone. E le critiche continuano. Come con tutte le loro altre nail art, Sunny Nails fornisce video how-to: il tutorial non è stato bene accolto. “Siete ragazzi psicopatici?! Questa non è solo la cosa più brutta che abbia mai visto, ma orribile e crudele”, scrive qualcuno. C’è anche chi difende il negozio osservando che le formiche subiscono di peggio o vengono incidentalmente calpestate ogni giorno. Qualcuno fa notare che c’è grande differenza tra l’accidentale passo e la tortura intenzionale per “l’arte”.