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Morso da uno squalo, è il primo caso nel Regno Unito – FOTO

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Rich Thomson (foto dal web)

Un surfista, Rich Thomson, 30 anni, ha spiegato di aver colpito in testa uno squalo dopo che questi lo aveva morso sulla gamba, nei pressi della spiaggia di Devon. Lo squalo, secondo il surfista, era lungo un metro mentre gli esperti sottolineano come si tratti del primo incidente di questo tipo nelle acque del Regno Unito.

Rich Thomson, che di professione fa l’insegnante, ha detto che lo squalo “mi ha afferrato sulla gamba” a Bantham, a sud di Devon. Parlando alla BBC, ha detto: “L’ho colpito in testa e sono andato via, la mia mano è stata tagliata a pezzi”. L’insegnante di chimica, che ha dichiarato di aver pensato che la sua spessa muta in inverno lo abbia protetto da ferite più serie, ha detto di essere stato lasciato con un “livido di circa otto centimetri di diametro”.

“Sono andato a casa e ho detto a mia moglie che avevo fatto tardi perché ero stato morso da uno squalo”, ha aggiunto. La disavventura, in ogni caso, “non mi impedirà di tornare in acqua e non dovrebbe fermare nessuno, ero nel posto sbagliato nel momento sbagliato”. Rich Thomson ha anche scherzato coi suoi allievi al Kingsbridge Community College: “Non ho mai preso un pesce durante la pesca, ma il più grande che abbia mai preso si è attaccato alla mia gamba”, ha detto.

L’editore ed illustratore della fauna selvatica Marc Dando ha detto che lo squalo probabilmente era un palombo. Si tratta di una specie che vive nell’Oceano Atlantico orientale, al largo delle Isole Britanniche e della Francia fino al Sudafrica, compreso il Mar Mediterraneo, Madera e le Isole Canarie, e che generalmente non è pericolosa per l’uomo.

Ali Hood, direttore della conservazione presso la Shark Trust di Plymouth, ha affermato che il piccolo squalo “probabilmente sarebbe stato disorientato” dall’acqua “torbida e dinamica” della foce del fiume. Infatti, “le acque britanniche sono la patria di un’ampia varietà di squali”, ma nessuno pericoloso. Sia lei che Thomson hanno detto di non aver sentito parlare mai di uno squalo di qualsiasi sorta che morde un bagnante nelle acque britanniche.

Anche in Italia, qualche giorno fa, si è verificato un caso anomalo, quando un 27enne originario di Amelia, in provincia di Terni, nel corso di una battuta di pesca sul mare di Montalto di Castro, nel viterbese, è stato morso da una verdesca, che vista la violenza ha rischiato davvero di staccargli un arto. La verdesca è una delle specie più innocue di squalo.

Nei giorni scorsi un gruppo di surfisti, tra cui due che hanno perso gli arti negli attacchi di squali, ha lanciato la promozione di una pinna da surf che mira a fermare eventuali vendette o rappresaglie contro i mammiferi. La finitura in fibra di vetro in bianco e nero contiene le parole: “Se la mia vita è presa, non prendete la loro”. L’iniziativa nasce dalla città di Torquay, località costiera del Regno Unito, parte dell’area amministrativa di Torbay, nella contea inglese del Devon.

Fissando la pinna alla loro tavola, il surfista indica che, nel caso in cui sia ucciso da uno squalo, non vuole che lo squalo venga ucciso per rappresaglia. La pinna, che è stata chiamata Fin For A Fin, si può prenotare, attraverso una raccolta fondi, sul sito di crowdfunding Indiegogo. L’iniziativa è supportata dal fotografo del surf Mike Coots, che aveva 18 anni quando uno squalo tigre gli azzannò la gamba destra, al largo della costa delle isole Hawaii.