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Muore Andrea Camilleri: il maestro in difesa degli animali

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E’ morto Andrea Camilleri dopo un mese in ospedale

Andrea camilleri
Andrea Camilleri

Lo scrittore Andrea Camilleri ci ha lasciati. All’età di 93 anni, Camilleri era stato ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Roma, nel mese di giugno per un arresto cardiaco. Purtroppo, a distanza di un mese, non ce l’ha fatta.

In una nota la ASL Roma 1 ha comunicato che “con profondo cordoglio alle ore 08.20 del 17 luglio 2019 presso l’Ospedale Santo Spirito è deceduto lo scrittore Andrea Camilleri. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio“.

Camilleri uno degli esponenti maggiori della cultura siciliana è stato uno scrittore, regista, autore teatrale e televisivo, sceneggiatore. Ha lavorato per trent’anni in Rai per poi insegnare all’Accademia di arte drammatica e al Centro Sperimentale. Il suo successo arriva negli anni Novanta con i gialli del Commissario Montalbano poi diventati un successo televisivo grazie all’attore Luca Zingaretti.

Camilleri si era impegnato nella politica e ha anche avuto un grande amore per gli animali.
Infatti, Camilleri è autore di un libro “I tacchini non ringraziano” di Salani Editore, con i disegni di Paolo Canevaria, un’opera a difesa degli animali.

Diverse storie di animali con le quali il maestro insegna il rispetto nei riguardi di tutte le specie viventi e a vivere in armonia in un mondo bello senza prepotenza.

Camilleri ha avuto molti animali nella sua vita anche per le sue tre figlie e i suoi nipoti. In una recente intervista a elle.com ha raccontato diversi aneddoti nella sua vita con piccoli animali protagonisti. Lo scrittore ha rivelato di aver preso questo amore dalla “nonna Elvira. Mi fece leggere un libro del tutto fori dalla nostra cultura: Alice nel paese delle meraviglie. Il gatto con ghigno, il ghigno senza gatto… Fantastico. Se incontravamo un grillo per la strada mi diceva: ‘Nené, lo vedi questo grillo? Si chiama Giovanni Di Giovanpietro”. E poi cominciava a raccontarmi una storia”.

“I tacchini non ringraziano” è stato scritto dopo aver visitato un mattatoio. “Vidi vacche atterrite, con il terrore negli occhi. E invece i tacchini: dignitosissimi. O molto stupidi o molto intelligenti. Gli uomini in visita ai potenti non hanno quasi mai quella dignità. Secondo un’autorevole rivista inglese tra 50 anni sapremo cosa pensano di noi gli animali: io non ci sarò e comunque non lo vorrei sapere. Temo il loro giudizio. Mi sono sforzato di fare la mia parte in questa vita, come tanti, ma mi pare non basti. Speravo di lasciare le mie figlie in un mondo migliore”. Ha ammesso l’autore.

Addio Maestro

C.D.

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