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No ai privati nella gestione dei canili

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Il Partito Animalista Europeo (Pae) ha lanciato una petizione su Change.org su la gestione dei canili in Italia, chiedendo che sia rivista la gestione dei canili pubblici e privati al fine di evitare scelte imprenditoriali dirette a sacrificare il benessere degli animali alle logiche del profitto.

Con un post condiviso sulla pagina Facebook, il Pae denuncia gli stipendi d’oro che sono stati incassati sulla pelle dei randagi, ricordando lo sperpero di 60milioni di euro in 15 anni. Esemplare in tal senso, lo stesso scandalo dei canili municipali di Roma, ora sotto controllo dell’autorità nazionale anti corruzione.

 Tuttavia, il partito sottolinea che la normativa attuale favorisce proprio questo sviluppo di meccanismi speculativi e lucrativi sulla vita degli animali.

Ecco perché è stata lanciata una petizione affinché siano intraprese diverse risoluzioni, in un progetto più amplio, quello “Svuotacanili”, mirato non a ristrutturare o creare luoghi di detenzione dei cani, quanto alla loro chiusura, per cui mirato alle adozioni.

In base a ciò, nella petizione, il Pae elenca una serie di misure tra le quali:
Stop agli affidamenti diretti in convenzione e ai bandi e vietare l’erogazione dei finanziamenti pubblici a soggetti esterni sia essi rappresentati da società o associazioni od onlus al fine di evitare la spartizione dei fondi tra stipendi e consulenze d’oro ed agli animali solo le briciole.
– Rendere fuorilegge il modello Roma dove il gestore privato Avcpp per decenni ha destinato dei 4.200.000 euro annualmente ricevuti solo il 10% per i cani custoditi ; gli animali costituivano merce di scambio atteso che il canone veniva determinato sulla base del numero medio di presenze mensile dell’ultimo trimestre; per questo motivo il numero dei cani detenuti non è mai sceso, negli anni, sotto le mille unità, per questo motivo l’importo del canone non è mai diminuito, per questo motivo gli stipendi d’oro sono stati sempre garantiti.
Internalizzare il servizio al fine di correggere l’inefficienza allocativa derivante dall’esistenza di esternalità. Assegnare, quindi, la gestione dei canili e gattili all’Amministrazione locale coadiuvata dalle associazioni animaliste virtuose ai sensi delle raccomandazioni delle best practices.
-Contributo per adozione animali mediante compensazione Tares o vitalizi; L’OBIETTIVO È DARE UNA CASA AI CANI ANCORA SENZA PADRONE e di permettere un sostanziale risparmio per le casse delle amministrazioni.

Firma la petizione NO I PRIVATI NEI CANILI – PROGETTO SVUOTACANILI