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Olanda vieta allevamenti di visone: vittoria animalista

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visone

Vittoria animalista in Olanda dove la Corte di Giustizia  ha rigettato la sospensiva al voto del Senato che, nel 2012, ha vietato gli allevamenti di visoni.

Nel 2014, 160 allevatori avevano fatto ricorso ma la Corte Olandese ha sancito che l’interesse pubblico prevale rispetto agli interessi economici di parte.

L’Eurogroup for Animals ha annunciato che grazie a questa decisione entro il 2024 dovranno essere chiusi gli allevamenti di visone. L’Olanda è il quarto produttore mondiale di pellicce di visione al mondo, dopo Danimarca, Cina e Polonia.,ma il maltrattamento negli allevamenti è all’ordine del giorno e non rispecchia le normative europee. Infatti, il visone viene ucciso nelle camere a gas o con la rottura delle vertebre cervicali con l’unico scopo di produrre le pellicce. Come riporta il FattoQuotidiano, “già nel 1995 e nel 1997 l’Olanda aveva vietato per motivi etici l’allevamento di volpi e cincillà per farne pellicce”.

Reineke Hameleers, direttore di Eurogroup for Animals ha spiegato che “si tratta di una vittoria importante per il benessere degli animali in Europa. Sappiamo che i cittadini europei non vogliono animali da pelliccia, quindi questo è un importante passo in avanti”.

Di riflesso, anche in Belgio, dove nelle Fiandre sono presenti circa 17 allevamenti, le associazioni animaliste hanno chiesto la chiusure di queste strutture dove ogni anno vengono uccisi 160mila esemplari. L’associazione animalista Gaia ha diffuso un nuovo video choc con il quale denuncia le condizioni disumane in cui vengono allevati i visioni, costretti a vivere in piccole gabbie: “Il loro malessere si traduce da gesti ripetitivi: i visone saltano contro le retidella gabbia, girano  in cerchio e leccano in modo nevrotico il metallo”.

SITUAZIONE ITALIANA–  In Italia ci sono una ventina di allevamenti di visone tra Lombardia, Veneto o Emilia Romagna dove vengono prodotte ogni anno 170 mila pelli di visone. All’inizio del 2015 sono state presentate ben tre proposte di legge per il divieto di questo tipo di allevamento: quella della senatrice pd Silvana Amati, quella della deputata di Forza Italia Vittoria Brambilla e quella di Chiara Gagnarli del M5s. “Lo scenario europeo è decisamente a favore di un possibile divieto. Se ce l’ha fatta l’Olanda, con oltre 200 allevamenti e 5milioni di visoni all’anno, l’Italia non può essere da meno”, aveva commentato la Lav.

EUROPA ED EXPORT– In Europa oltre l’Olanda, il Regno Unito, l’Austria, la Bosnia, Slovenia e Croazia hanno vietato questi allevamenti andando incontro alle esigenze dei cittadini tra i quali cresce la sensibilità nei confronti degli animali.

Il mercato delle pelli è gestito dalle aste di Copenhagen da dove vengono poi distribuiti tra i grossisti di Russia e Cina che detengono il comparto mondiale.