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Ondata di caldo: sciami di cimici devastano l’agricoltura e api in città

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cimici
Cimice asiatica

Con l’arrivo della bella stagione, nel periodo della primavera arrivano anche alcuni insetti -fastidiosi e pericolosi per i nostri animali domestici. Il caldo porta con sé un’esplosione di colori, un pullulare di vita di creature appartenenti a specie diverse. Non tutte le specie sono però incantevoli e innocue come le farfalle ad esempio. Molte specie sono utilissime come le api o i ragni anche se è importante imparare a distinguerli. Tra insetti, rettili, lucertole o gechi, fino a scarafaggi o scorpioni, la vita si risveglia e con il caldo torna ad impossessarsi degli spazi.

Con i cambiamenti climatici e la perdita delle mezze stagioni, anche gli animali e gli insetti soffrono del caldo improvviso. E così è piuttosto comune che siano disorientati o abbiano comportamenti anomali.

Secondo quanto riferito da Coldiretti, Api e cimici soffrono maggiormente di questo cambio repentino delle temperature.

“Siamo di fronte ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento accentuatasi negli ultimi anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi”, dichiara Coldiretti Emilia Romagna, lanciano l’allarme invasione cimici nel Nord Italia.

La cimici asiatica detta anche “cimice marmorata asiatica” a è una specie “aliena”. Ovvero, una specie non autoctona che proviene dall’Asia. Tuttavia, l’invasione di cimici asiatiche anziché rivelarsi un fenomeno sporadico, è diventata una presenza fissa. Ovvero, questa specie si è così radicata nel Belpaese  tanto da far ridurre il numero delle cimici verdi più comuni in Italia.

Sciami di cimici

A differenza della cimice verde, la cimici asiatica è più nociva e infestante per l’agricoltura. Una specie che si riproduce velocemente in quanto depone le uova almeno due volte l’anno. Attacca alberi da frutta come meli, peri, kiwi, peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni che possono arrivare fino al 40% dei raccolti.

“La diffusione improvvisa di questi insetti, che ancora non hanno nemici naturali è stata favorita dalle alte temperature. Se le cimici provocano vere stragi delle coltivazioni, per l’uomo però, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è quello di restare vittima del cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati”, spiega Coldiretti.

Da diversi anni sono stati condotti diversi studi per contenere la diffusione delle cimici asiatiche. Tanto che, la stessa Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità nel mese di aprile 2019, come riporta ilmessaggero.it, una risoluzione contro l’invasione della cimice asiatica. Tra le varie pratiche, quella di autorizzare l’uso della vespa samurai (Trissolcus japonicus), un’antagonista naturale della cimice.

Vespa samurai

Per questo, la Coldiretti ha di nuovo sollecitato il governo affinché “sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell’iter di autorizzazione in modo da consentire l’azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019”.

Sciami di api in città

Non solo le cimici stanno invadendo le città e le campagne. Anche api e vespe stanno di nuovo ripopolando i conglomerati urbani per cui si verifica la presenza di veri e propri sciami alla ricerca di un luogo dove creare un nuovo alveare.

Il maltempo ha danneggiato molti alveari, per cui con il ritorno del sole, le api sono andate alla ricerca di nuovi luoghi dove creare il loro alveare.

“È un fenomeno del tutto naturale, solo che in città è insolito. Le api volano anche fino 3 chilometri, e quando vanno alla ricerca di un nuovo alveare valutano diverse soluzioni. Può essere un albero cavo, lo spazio fra la finestra e la persiana oppure anche il cassonetto delle tapparelle. In quest’ultimo caso il ‘trucco’ è banale: appena si vedono le prime api, quelle che vanno in ricognizione a ‘prendere le misure’ per la casa, basta alzare la tapparella e ridurre lo spazio”, spiega l’apicoltore Giovanni Scozzoli di ‘Energia dai fiori’.

In caso di avvistamento di uno sciame o di un alveare di grosse dimensioni, è importante mettersi in contatto con i vigli del fuoco. Sul posto, si recheranno apicoltori ed esperti  per prelevare le api.

Gli sciami d’api in città derivano da un’annata anomala nel clima. Non a caso, per il 2019, la produzione di miele legato ai fiori primaverili come il tarassaco o l’acacia e la colza si è ridotta. Gli apicoltori sono invece più fiduciosi sulla produzione legata a fiori estivi come per i mieli di tiglio, carota, coriandolo, girasole e millefiori.

 

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C.D.

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